Adele e i suoi eroi

Un basco alla francese tempestato di paillettes, occhi spalancati, a volte impauriti, il mare alle spalle e una voce che spacca le montagne: Adel Tirant racconta tutti i profumi di una notte siciliana sorretta dalla forza di quello spazio di acqua e terra che ama tanto.

Adele racconta dei suoi eroi, ma già al primo ascolto è evidente che l’unica eroina palese sia lei.

Una donna capace di cantare le fragilità e le storture, quelle che costringono e che incatenano.

Un album che arriva da un percorso lungo: anni di teatro e cinema, collaborazioni importanti, palchi calcati con mille scarpe e mille abiti diversi.

Nelle 10 tracce dell’album più una bonus track (viene fuori tutto il viaggio di questa cantattrice che decide di produrre un disco che possa essere una cartolina spedita da posti vicini ma quasi sconosciuti.

Una sorta di ringraziamento in musica a quello che è diventata e che, traccia dopo traccia viene svelato nella profondità di un percorso complesso anche nelle sonorità mai ripetute.

Un percorso che attraversa la disco anni 70 della bonus track e che, quasi in modo sincopato passa dai cantautori degli anni sessanta, alle colonne sonore, alla chanson francese.

“Ho chiamato il disco “Adele e i suoi eroi” – racconta Adel – per omaggiare tutti i grandi e piccoli eroi della mia vita: chi ha acquistato a scatola chiusa il disco attraverso la campagna di crowdfunding;  tutti i musicisti con cui collaboro e che stimo; le persone a cui dico grazie per ogni parola di incoraggiamento; gli artisti famosi e non, che stimo e che considero come punti di riferimento ed anche quelli che non ci hanno creduto, ma che ringrazio perché mi hanno procurato una rabbia costruttiva”.

Salsedine e poesia

Fili rossi e proiezioni, cura del proprio cuore che arriva da lontano e che si incatena al passato, legami da conoscere e da recidere: nel vorticoso video cllip de “la Giostra”, curato dalla registra e performer Isabella Noseda. “Isabella ha ricreato un immaginario quasi rituale, anzi mi ha proprio confessato che le sue creazioni finiscono per avere un significato profondo, come i riti. Ringrazio Isabella per aver celebrato questo rito in cui fili rossi vengono spezzati, fiori sparsi, ferite e proiettili e strani esseri a metà tra uomini e animali sono mie prede di cui in realtà sono preda io, ma sentimentalmente”

Nizza: dalla Francia alla Sicilia

Adel non ha connotato geografico eppure ha radici profonde. E quello che potrebbe sembrare un sortilegio che la spinge dalla chanson francaìs fino ad una più intima “chiddi chi erumu” crea un ponte tra la Nizza di Francia e Nizza di Sicilia, suo paese natale che affaccia sullo stretto di Messina e che spezza l’orizzonte tra mare aperto e terre vicine.

E forse in questo orizzonte e nei miti che affollano lo stretto ci sono tutti quegli eroi di cui Adel parla. Eroi che come Colapesce sostengono, che come Scilla e Cariddi vengono trasformati ma non per questo perdono la loro forza. Eroi di gesta minuziose e così efficaci da travolgere tutti, e lasciare storditi.

Come dopo un giro in giostra.

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