Da La Municipàl a Diego Rivera: il viaggio negli abissi di Carmine Tundo

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Carmine Tundo è uno dei musicisti italiani più imprevedibili, originali, inafferrabili della scena musicale. I suoi progetti, da La Municipàl a Diego Rivera hanno un “luogo” denominatore: un viaggio nel cuore dell’essere umano.

La ricerca delle sue contraddizioni, delle meraviglie, degli abissi e delle rinascite umane.

Canzoni che, come romanzi condensati in quattro minuti, riescono a descrivere la realtà senza (pre)giudizio raccontando come il rumore delle anime possa essere un’ancora di salvezza.

Toccare il fondo per sentirmi vivo

Una pioggia incessante come colonna sonora di un loop nel quale si avvolgono le vite e i destini.

Un’oscurità che inghiotte e sbriciola, una fine annunciata – quasi auspicata – che lascia spazio alla possibilità di ricostruire una seconda pelle sulle cicatrici. Assenza e presenza, buio e luce, abisso e rinascita.

Il nuovo doppio singolo de La Municipàl “La terza stagione di dark/Finisce qui” è l’ultimo passo del progetto “Per resistere alle mode”, un viaggio interiore ed intimamente politico nella nostra anima collettiva di esseri umani. Un progetto che segue la personalissima idea musicale di Carmine Tundo: “Negli anni ho capito che i miei difetti sono in realtà dei tratti che mi differenziano dagli altri – ci racconta -. La diversità è un punto di forza e così ho cercato di seguire la mia idea di musica e libertà, senza piegarmi a sound o temi che non mi appartengono”.

La Municipàl – La terza stagione di Dark

Una ricerca musicale intimamente e necessariamente connessa con quella umana. Carmine per parlare e raccontare attraverso gli abissi ha necessità di immergersi ed afferrare il suo lato oscuro. “Quanto più sto male, quanto più tocco il fondo, tanto più mi sento vivo; è come se fosse una condanna. Attraverso la musica avverto il bisogno di vomitare quello che provo sulla mia pelle, i contrasti mi aiutano a scrivere”.

Il lato A e il lato B

“La terza stagione di Dark/Finisce qui” è l’ultimo tassello di “Per resistere alle mode”, un progetto composto da una serie di doppi singoli stampati su 45 giri e non disponibili in Cd. “Volevo dare un ‘peso fisico’ alla mia musica – ci spiega Carmine – e pubblicare le nuove canzoni in questo formato mi consentiva che queste occupassero il maggior spazio di cui potevano disporre”. Un “album a puntate” in grado di conciliare gli ascoltatori con un ascolto lento e meditato e di restituire alle composizioni una dimensione in grado di andare oltre al virtuale. Un’idea “fuorimoda” che diventa un nuovo modo di pensare alla musica e allo spazio da dedicarle.

La Municipàl – L’orsa maggiore

Il pop-western di Diego Rivera

Carmine per raccontare i suoi (e i nostri abissi) è anche quello di farlo abbracciando un genere totalmente inusuale, come il pop-western del suo nuovo progetto “Diego Rivera”.

Carmine ha scelto di incarnare il suo nuovo progetto musicale usando il nome del celebre pittore messicano e donando alla sua ricerca stilistica nuove sfumature sia strumentali, sia letterarie. Canzoni come “Nei peggiori bar della provincia” e “Santa Maria al bagno” raccontano storie di sogni interrotti, di re magi del bacone e di mare che diventa uno specchio quasi spettrale che porta fino alla fine del mondo. “Si tratta di un disco dove ho provato la necessità di lasciarmi andare e quando succede provo un senso di catarsi”.

Diego Rivera – Santa Maria al bagno

Un disco apparentemente placido, ma in realtà rumorosissimo. Così come tutto quello che scrive Carmine: “Il rumore influenza il mio modo di vivere, riempie i miei vuoti, è come un’ancora di salvezza”.

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