La nu-dance rituale di cmqmartina

Dal giorno alla notte e poi ancora giorno, un ciclo temporale che traccia un cammino alla ricerca di sé.

Della fiducia in sé.

Unico sentimento in grado di schermarci dal dolore.

Quello causato dagli altri, ma sin troppo spesso quello che noi stessi ci infliggiamo.

Una roulotte è lo scenario che fa da sfondo al video del nuovo singolo di cmqmartina, “Se mi pieghi non mi spezzi”, una produzione La Clinica Dischi per la regia di Francesco Quadrelli.

Il video del nuovo singolo di cmqmartina “Se mi pieghi non mi spezzi”

Un viaggio statico attraverso la musica

Con la partecipazione a XFactor 2020, cmqmartina si è imposta sulla scena della nu-dance italiana, raccogliendo molti consensi. Dal talent show all’album d’esordio “Disco”, fino allo scorso 19 marzo, data d’uscita del nuovo brano composto insieme a Riccardo Zanotti – voce dei Pinguini Tattici Nucleari – e Giorgio Pesenti.

Delusione e consapevolezza, un percorso di crescita personale racchiuso in un luogo fermo nel tempo e nello spazio ma potenzialmente dinamico. E quella casa su ruote, immobile, sembra muoversi grazie alle sonorità elettroniche e dance che avvolgono la voce della cantautrice impegnata nella narrazione di un viaggio.

“Ho imparato a mie spese

che avere ragione

non è così importante come sentirsi bene con me stessa

prendo tempo per capirmi meglio”

Il ballo della consapevolezza

Nel tempo riservato alla conoscenza di sé, il ballo che si scatena a ritmo di suoni elettronici diventa quasi un rito, una danza spirituale oltre che fisica. Un momento liberatorio affidato alla notte, in uno spazio angusto e statico che al calare delle tenebre sconfina, e i cui unici riferimenti sono le luci al neon in grado di trasportare altrove. Ed è in questa successione di suoni e immagini, che il canto si libera e diviene manifesto.

“Ballerò tra le stelle accese

scoprirò scoprirò l’amore

ed abbasso le mie difese

se mi pieghi non mi spezzi”.

Il brano, come spiega cmqmartina, è un grido rivolto “a tutte le persone che hanno cercato di farmi del male: anche io stessa sono tra queste. Ogni tanto devo ripetermi che anche se va tutto male e sono un disastro domani posso riprovarci. Questa consapevolezza mi ha dato la spinta vera per rialzarmi nei momenti neri. Domani ballerò ancora e voi con me, se vorrete”.

Il rumore della libertà

E se è vero che per ora l’invito a ballare rimane racchiuso nello spazio limitato di una casa itinerante, l’intenzione di affidarsi all’arte per liberarsi è manifestata da un suono coinvolgente, scandito da un ritmo che traduce in rumore la presa di coscienza e guida, attraverso la musica, verso la guarigione. 

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