“Cosplay girl” di Valentino Notari: l’arte di ricucire le ferite

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Guardare oltre maschera, raccontare vite che prendono forma e corpo dai disegni. Guardare con coraggio al dolore e immaginare soluzioni bellissime. “Cosplay girl”, edito da Mondadori, è il primo romanzo in assoluto ambientato nel mondo del cosplay. Un libro fortemente autobiografico scritto da Valentino Notari, uno dei più importanti cosplayer italiani.

Un’opera che non fa sconti e tratta tematiche come il bullismo e l’autolesionismo senza alcun filtro

Cosplay girl: il kintsugi dell’anima

Mani che cuciono costumi, che collegano cavi per dar vita e voce alla propria fantasia. E mani che impugnano rasoi, che incidono solchi sulla propria pelle come punizione per una colpa inesistente. “Cosplay girl”, il primo romanzo in assoluto sul mondo del cosplay, è una confessione dolorosa ed intima, un viaggio verso la ricerca di una felicità che diventa tale solo attraverso la condivisione. Valentino Notari, uno dei più importanti cosplayer italiani, rievoca in queste pagine frammenti della propria storia personale affrontando con raffinata delicatezza anche temi come il bullismo e l’autolesionismo. Un vero romanzo di formazione e crescita, educazione sentimentale ed umana.

Valentino Notari

Alice, Federica, Diego – protagonisti del libro – sono tutte “anime rotte”, che l’amore per il cosplay riesce a ricucire. Proprio come il kintsugi, l’antica arte giapponese che insegna a riparare gli oggetti spezzati attraverso l’oro, donando agli stessi una nuova identità, un nuovo valore.

“Uno dei temi principali di Cosplay Girl è quello della guarigione, del ricucire le ferite e la propria vita – ci racconta Valentino -. Tutti i personaggi hanno qualche frattura e tutti trovano una via per rinascere da zero, grazie anche agli altri. Senza la condivisione le loro ferite continuerebbero a sanguinare”. Alice, la protagonista di Cosplay Girl e Valentino, sono accomunati da una stessa storia e dalla stessa spinta verso la salvezza data dall’immersione nel mondo del cosplay. “Fare il cosplayer mi ha ricucito – ci dice Valentino -. Ho subito atti di bullismo ed ero autolesionista, ma immergermi in queste atmosfere, creare e rappresentare i personaggi che amo, mi ha dato l’occasione di rinascere. La creatività e la condivisione mi hanno salvato”.

Come un Kintsugi arte giapponese che ripara con l’oro le ceramiche rotte così “Cosplay Girl” racconta una direzione.

Dove le ferite non si nascondono e diventano caratteristiche di preziose anime riparate.

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