Emidio Clementi e Corrado Nuccini: Qualunque luce è meglio del buio

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Un disco che ripercorre le tracce di motel polverosi, di strade desolate, di terra e sangue, tempeste ed anime. “Motel Chronicles”, realizzato da Emidio Clementi e Corrado Nuccini, trasforma in un universo musicale l’omonimo capolavoro letterario di Sam Shepard e riesce a trasporre, anche nelle performance live, l’affresco di vita crudo e disilluso dell’autore americano.

Il vuoto feroce della Provincia americana

Cieli accecanti, l’asfalto, i lampi fiochi dei neon. L’aria fatta di polvere, impossibilità desertiche, visioni al contempo materiche e rarefatte. Emidio Clementi (Massimo Volume), Corrado Nuccini (Giardini di Mirò), Francesca Bono ed Emanuele Reverberi ci trasportano, attraverso trame sonore post-rock ed elettroniche, solenni, oniriche, stranianti, negli spazi più angusti e in quelli più sconfinati di un’America tradita dal suo stesso sogno. In cui, nella desolazione e nelle più aspre solitudini, “Qualunque luce è meglio del buio”.

Una serie di polaroid dai colori opachi che tratteggiano enormi dinosauri di gesso in praterie desertiche, moquette lerce, scheletri di volatili schiantati sull’asfalto, la voce minacciosa e confortante di Nina Simone. Clementi e Nuccini riescono a rendere poetico l’immateriale, la vita ustionata dal sole e dalla solitudine. E dal vivo queste visioni desertiche sono in grado di grattare la gola e far sferzare gli occhi. Nel disco e nei live rimbomba il vuoto feroce di una quotidianità spogliata di speranza e di futuro, dove i sogni faticano a mettere radici e si scontrano con la durezza della realtà che costringe a tornare alla propria faccia vuota. Dove la vita si lascia scorrere e sembra a volte trasformarsi in una pausa gigantesca.

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