Sanremo: alla ricerca dell’anima punk del Festival

“Troppo nazional popolare”.

“Troppo commerciale”.

“Non rappresenta la musica italiana”.

“Lunghissimo, dura fino a tarda notte”.

“Ah non ne ho mai visto nessuna puntata”.

“Troppo trash”.

“Quest’anno, dopo un anno senza musica non può esserci Sanremo”.

Eppure…

Stasera inizia il Festival di Sanremo.

Chi vi scrive coltiva questo appuntamento da anni. Ho sempre comprato, ogni anno, da almeno venti, i “Tv Sorrisi e Canzoni Sanremo edition” per leggere l’anteprima dei testi. Per rendermi conto, puntualmente, che i testi senza musica non erano canzoni. Nemmeno poesie.

Non erano.

Stasera inizia Sanremo e si sveleranno i suoni di quelle parole stampate su carta riciclata puzzolente. Di quella carta sporca le mani ogni volta che sfogli una pagina. Però negli anni, i Tv Sorrisi e Canzoni Sanremo edition li ho conservati tutti.

Il cast canoro di Sanremo su Tv Sorrisi e Canzoni 2021

Stasera inizia Sanremo e già se ne è fatto un gran parlare.

Artisti in gara ma senza pubblico. Musicisti in quarantena. Covid e note.Pandemie di parole inutili su un festival che è parte della musica italiana. Lo seguiremo anche quest’anno alla ricerca del Punk.

Perché sì, per me, per noi, Sanremo è soprattutto punk.

E a guardarlo bene forse è punk anche per tutti voi.

Dei Sanremo recentissimi continuano ad essere ricordate le esibizioni di Achille Lauro, Vessicchio attesissima star Nazionale, Lo Stato Sociale con la vecchia che balla, Mahmood che dopo anni di analisi definisce suo padre per intenti, Morgan che carico di rancore interrompe Bugo per diventare meme virale, quella Ringo Starr dei Pinguini Tattici Nucleari che nessuno sapeva chi fossero ma che hanno accompagnato un anno in casa di pizze da impastare con allegria simulata.

Achille Lauro in uno degli outfit di Sanremo 2020

E quest’anno, l’anno del Covid ci sarà Orietta Berti vestita da Nick Cerioni, ma anche Achille Lauro tutte le sere a svelare un gioco partito su Instagram, quei meravigliosi, erotici, queer de La rappresentante di Lista, lo Stato Sociale che porterà sul palco quella realtà che molti non voglio/possono vedere dei lavoratori del mondo dello spettacolo, i Coma_Cose con i loro giochi di parole arditi.

Tutti alla conquista dello share.

Poi Laura Pausini come ospite che dopo la “Yo la tengo como todas”ci ha tenuto a ricordarci quanto è liberatorio un urlo di gioia.

L’urlo di Laura Pausini

Ma ci saranno anche promesse di punk inaspettato.

Saremo lì a cercarlo, seduti su un divano stropicciato dal troppo stare. Divano che non vediamo l’ora di liberare dalle nostre presenze, ma che ancora ci accoglie. Da tutti i nostri divani stasera saremo punk, tutti insieme. Anche gli insospettabili. Anche chi sta aspettando la canzone di Orietta Berti si troverà a fare i conti con il punk.

Quello che unisce le viscere e che non crea fraintendimenti. Perché è facile fraintendere gli intenti quando si è stanchi. E diciamocelo, siamo tutti tanto stanchi di aspettare. Aspettare che riaprano gli spazi di cultura, aspettare che passi tutto, aspettare che qualcuno faccia qualcosa. Ma la stanchezza è così alta che siamo diventati anche sordi e rigidi.

Lo abbiamo visto con l’evento “l’Ultimo concerto”. Un silenzio corale che è stato frainteso perché ascoltato con rabbia. L’ultimo concerto ha generato rabbia e delusione. Rabbia per la delusione di chi aspettava di vedere un concerto dal divano di casa. Rabbia di chi è rimasto inascoltato per un anno intero. Rabbia non giustificata rispetto al senso di quell’evento.

Noi di Pinknoises.it ci auguriamo che tutta questa rabbia possa generare il punk che ci salverà.

Per questo vedremo Sanremo alla ricerca del punk e ve lo racconteremo.

Per questo crediamo così tanto nel Punk.

Perché da questa merda o ne usciamo insieme o non esce nessuno.

Nemmeno Sanremo

A Stasera.

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