Gabriella Martinelli: la musica, il vuoto e il pieno

Gabriella Martinelli si racconta: fra necessità di riempire il proprio vuoto con la musica ed esigenza di mettersi continuamente in gioco. Il live come specchio di se stessa: “Sul palco riconosco la mia vera libertà, quella libertà che durante le giornate non sempre riesco a trovare”

Il vuoto e il pieno

Il vuoto è qualcosa che non lascia possibilità di essere riempito o si tratta di uno spazio al quale dare forma e sostanza?

Gabriella Martinelli, una delle voci più originali e forti del nostro cantautorato, ha realizzato un intero disco sul concetto di vuoto. “La pancia è un cervello col buco” è un album che racconta storie di donne spezzate che si ricompongono e trovano una propria immagine attraverso le parole. “Questo disco nasce da un vuoto che ho deciso di riempire con le storie e gli appunti che ho messo insieme in questi anni – spiega -, Quando ho incontrato le donne di questo album vivevo un momento di vuoto, era un periodo nel quale non riuscivo a produrre niente, scrivevo delle cose e le buttavo via. All’improvviso è come se tutte le protagoniste delle canzoni di fossero incontrate in quello spazio da riempire che è il buco della mia pancia”.

Live
Gabriella Martinelli live

E così Erica, Casimira e le altre donne del disco si sono incontrate e hanno condiviso con Gabriella le proprie assenze, le proprie inquietudini, le proprie sofferenze, la propria necessità di trovare uno spazio pieno che potesse ospitarle e accarezzarle. “Quello che faccio è un buco che si riempie e svuota continuamente. Ho imparato a usare i sogni per occupare questo spazio”.

La voglia di mettersi in gioco

La necessità di sperimentare, di andare oltre gli standard precostituiti e la voglia di mettersi in gioco, sempre e comunque. Gabriella Martinelli è una musicista inquieta, nel senso più positivo del termine, un’anima artistica sempre alla ricerca di nuove frontiere. “Portando in giro questo disco ho sentito l’esigenza di crescere ancora di più e di studiare ancora – spiega -. Ad esempio, ho iniziato ad approcciarmi a strumenti che non avevo mai suonato prima, come la batteria. Mi voglio mettere in gioco, voglio conoscere quello che non ho conosciuto fino ad ora, ho l’esigenza di migliorarmi, ma credo che questo sia necessario”.

Gabriella Martinelli
Gabriella Live

Un desiderio, quello di mettersi sempre in discussione, che sul palco diventa un continuo confronto ed abbraccio con il pubblico. “Il live mi mette di fronte ai miei limiti – spiega -. Basta uno sguardo per capire che gli spettatori, in quel momento, avrebbero bisogno di un’altra cosa. È come se il pubblico fosse il quarto elemento del gruppo, guardo le persone e capisco se ho bisogno di attirare la loro attenzione, se posso sperimentare o realizzare qualche pezzo nuovo”.

Il live diventa uno spazio senza barriere, nel quale Gabriella e le donne delle sue canzoni possono essere se stesse. “Sul palco riconosco la mia vera libertà, quella libertà che durante le giornate non sempre riesco a trovare”.

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