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Giorgio Canali Live: un live (r)esistente

Giorgio Canali sta presentando live il suo ultimo disco “Pericolo Giallo”, pubblicato da La Tempesta Dischi. Una raccolta di canzoni rabbiose e (r)esistenti che sul palco si accende di una luce nuova, increspata dall’oscurità della Storia

Ci sarà ancora il sole?

Nell’incipit del live di Giorgio Canali ci sono scenari apocalittici e macerie dalle quali si rinasce ancora più rabbiosi. Il concerto inizia con C’era ancora il sole, dal nuovo album Pericolo Giallo: una boccata d’aria all’ombra dei ricordi felici e liberi di una realtà collettiva costruita con fatica per poi correre dritti e a tutto spiano verso la distruzione intelligente che ti suona alla porta mascherata da agnello e con un fiore in mano – “ma quale squadrismo, ma quale terrore, non c’è da gridare al lupo, dice il telegiornale”.

C’era ancora il sole, cantavamo dunque, a splendere sul sogno di una Storia giusta mentre sullo sfondo si ordiva il tramonto dell’umanità. Nessuno è più al sicuro e la distinzione tra la vita e la morte è sottile.
Un filo di fumo rimane l’unico segnale per stabilire il confine tra ciò che ci uccide e ciò che ci tiene in vita. “E’ un filo di fumo che ci tiene legati alla vita, ragazzi andateci piano, se fate vento è finita”. Fumogeni, inquisitori e manganelli popolano un mondo sempre più reale e meno virtuale mentre si radica (e si canta) sempre di più la consapevolezza della necessità della Resistenza come principio cardine di etica e politica.

Di cosa si vive e di cosa si muore? Con la mano tesa al suo album precedente Venti, siamo passati a Morire come a ricordarci che l’amore brucia e che si può smettere di esistere senza mai ardere. Accordi semplici e un ritornello in spagnolo per iniziare a bruciare di ricordi d’amore, occasioni mancate, baci dati e sfumati, treni presi e futuri immaginati. Giorgio Canali si è regalato al pubblico con un lunga serie di salti coraggiosi da una posizione in prima linea a una battuta in ritirata, da una lettera del compagno Lazlo al colonnello Valerio alla caduta vertiginosa a pugni chiusi di Precipito.

Giorgio Canali, assieme ai Rossofuoco Stewie Dalcol, Marco Greco e Luca Martelli, ci continua a trasportare in un vortice di vite e morti, macerie e risurrezioni fino a un Meteo in quattroquarti dove “ogni bell’attimo di follia ha il potere del rumore”. Il rumore di una vita resistente.

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