I Cani: quel dolore che se ne va con un Fiore

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Nascosto in piena vista, come sempre, Niccolò Contessa pubblica su Youtube “Fiore”, il nuovo brano de I Cani. Una canzone che nelle atmosfere sempre ripercorrere i toni di “Aurora”, ma che si distingue per un testo profondamente personale che riporta all’introspezione intima di “Glamour”. Non ci chiediamo più se questo sia il primo passo verso un nuovo album. Ci limitiamo a stupirci e commuoverci, come se fossimo di fronte ad un fiore che nasce improvvisamente.

I Cani: uccidere un fiore per rinascere

Nuvole nere che coprono ed oscurano, che costringono a nascondersi per evitare la furia delle tempeste.

Nuvole che obnubilano la vista ed impediscono di trovare pace nel sonno e nel pianto.

Nuvole interiori come coltelli conficcati nella nostra capacità di distinguere la gioia dal dolore.

Nembi che non si possono oscurare o cancellare con un soffio, ma che possono essere squarciati da un frammento di bellezza.

Niccolò Contessa, con “Fiore” l’ultimo brano pubblicato su Youtube a nome de I Cani, ci (si) racconta la necessità di preservare la bellezza nell’oscurità. Una bellezza da accettare ed accogliere anche se passa dalla morte, proprio come un fiore che congela la sua essenza vitale appena raccolto.

E se il brano nelle atmosfere lisergico-elettroniche ricorda “Aurora”, l’ultimo disco de I Cani risalente al 2016, il testo sembra rievocare i flussi di pensieri senza assoluzione di “Glamour”.

“Fiore” è una canzone nella quale Niccolò appare senza difese di fronte al flusso ineluttabile della vita e della morte, che spesso si confondono nelle trame della natura. Non c’è nessuna resa, nessuna rassegnazione, ma soltanto la necessità interiore di accettare un dolore che “se ne va come un fiore”.

E proprio come un fiore che non può sottrarsi alle mani avide (ed innamorate) di chi lo raccoglie, noi non possiamo scappare da quella gioia e quel dolore “che nasce come un fiore, se ne va come un fiore”. E stavolta non possiamo neanche nasconderci in piena vista, ma accettare che la bellezza possa morire e rigenerarsi. Come un fiore che morendo fa da tappeto a nuove gemme.

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