Gabriella Martinelli e Lula: “Il gigante d’acciaio” a Sanremo

Gabriella Martinelli e Lula portano sul palco di Sanremo una storia di rabbia e riscatto, di radici e di futuro. Di rumori che scuotono e di silenzi che sono pieni di polvere rossa. Come impianto dell’ex Ilva di Taranto, città natale di Gabriella e come le parole agguerrite di Lula, rapper e batterista romana.

Gabriella Martinelli e Lula: dalla polvere rossa ai futuri possibili

“Il Gigante d’acciaio” canzone che ha portato Gabriella Martinelli e Lula sul palco dell’Ariston per la categoria Sanremo Giovani, parla del vento che immobilizza, parla di futuro appannato da nubi di polvere rossa. Il Gigante d’acciaio racconta di parole sedimentate e di rassegnazione. Di futuri possibili nell’altrove.

Gabriella Martinelli porta addosso il rosso di Taranto. Il rosso delle case del quartiere Tamburi e del porto mercantile, terminal degli autobus che collegano Taranto con il “nord”. Porta addosso la necessità di andare via e la voglia di rumori che non somiglino all’acciaieria e ai compromessi di un sud malato di speranza e di lavoro.
“Ho scritto ‘Il Gigante d’acciaio’ mentre ero sull’autobus che da Taranto mi avrebbe riportato a Roma, la città in cui vivo da un po’ di anni – racconta Gabriella -. L’autobus parte dal porto mercantile che è a due passi dal quartiere Tamburi il cosiddetto quartiere rosso perché vicinissimo al gigante d’acciaio che sprigiona polveri rosse che si depositano dappertutto”.

Un tuono di rabbia dal cuore

Gigante come una città e forte come la rabbia di chi combatte le storture. Gabriella Martinelli e Lula riescono a rompere i confini geografici dell’acciaieria per rendere concettuale quella polvere rossa così pericolosa. La loro interpretazione è un misto di grinta e rabbia, un ping pong di emozioni che attraversano percorsi musicali e complessi arrangiamenti.
“È la storia di chi vive di sacrifici, di chi si trova spesso a combattere contro dei muri anche culturali e in generale di chi fa fatica a trovare un futuro davanti a sé – dice Lula – . Sono andata molto di pancia e di cuore per scrivere il mio special. Era proprio questo il nostro scopo, di non circoscrivere l’argomento e dargli un respiro più ampio, di dargli più significati perché il gigante d’acciaio ha mille vite e mille posti”.

Gabriella Martinelli e Lula
Gabriella Martinelli e Lula

“Non è facile andare via, non è facile anche restare in una città come Taranto, che è bellissima, Pasolini la definì l’ostrica perfetta; è una città che morde e balla però ha anche tanti problemi e il gigante d’acciaio è un cane che si morde la coda perché dà lavoro a più di 10.000 persone e allo stesso tempo uccide vite – racconta Gabriella – per questo non può rimanere storia di pochi, dobbiamo parlarne, chi fa cultura, chi fa arte ha il dovere di raccontare”

Per cambiare il finale, per raccontare, per decidere che un palco così spaventoso come quello dell’Ariston ha bisogno di tutta la forza di due donne capaci di cambiare le regole perché per loro, ci sarà e c’è già un’altra volta.

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