Ginevra: “Il rumore è il mio punto di partenza”

Una personalità musicale complessa, sfaccettata, sfuggente ed avvolgente. Ginevra, in pochissimi anni, è diventata uno dei talenti più importanti nella musica elettronica europea. Un percorso iniziato dall’autoformazione che spazia dalla realizzazione di colonne sonore per film e serie tv ad una produzione personale sorprendente. Un viaggio musicale che parte dall’artigianato per diventare arte sonora. “Tutto inizia dal rumore, è quello da cui parto per creare”.

Ginevra: la manipolazione del suono come atto artigianale

Suoni che si avvolgono, stringono, allargano. Suoni che si muovono nello spazio e nel tempo, da afferrare, da lasciar sfuggire. Suoni che urlano e sussurrano, che partono da rumori – anche impercettibili – e si trasformano in materia viva. Ginevra cerca di catturare questi suoni, di manipolarli, di sentirli sulla pelle e nello stomaco. L’artista di Rossiglione è una delle più importanti esponenti europee nell’ambito della musica elettronica, un’artista che sfugge ad ogni facile catalogazione. Ma soprattutto, come ama sottolineare, è un’artigiana del suono.

Ginevra
Ginevra

“Manipolare il suono è un po’ come essere un artigiano, che usa la creta per modellare un vaso, realizzando un atto molto materiale, molto fisico – ci racconta -. Si tratta di un’operazione materica. Quando uso un campione o prendo un suono prefabbricato da un pug-in, non ho una percezione digitale o, in qualche modo, virtuale, ma una sensazione materiale. È qualcosa che modello quasi con le mani. Molti colleghi arricciano il naso quando si sentono definire ‘artigiani’. Io, invece, credo che questa sia una componente essenziale, soprattutto perché chi fa questa musica spesso deve cercare di capire come trasformare in suono quella che è soltanto un’idea, un atto di immaginazione”.

Ginevra live per #suonateacasa

Dall’autoformazione alla definizione di una via personale

Sussurri, echi lontani che si uniscono in tremolii. Ombre che coprono con la propria oscurità ogni parola, ogni suono. L’esigenza di provare sensazioni sulla propria pelle, di sentire lo stomaco urlare per dimostrare di essere vivi. E consapevoli di quello che ci circonda. “P!2” , il nuovo singolo di Ginevra è un viaggio tormentato nella propria coscienza, una sonorità malata che cerca disperatamente una cura.

P!2 – Ginevra

Una canzone che si discosta molto dalle sonorità più alt-rock del precedente disco “Ginevra” del 2013.

“Il mio passaggio personale verso l’elettronica è stato veramente inconsapevole – ci racconta -. Ho iniziato ad appassionarmi sempre maggiormente allo studio e alla produzione e, al tempo stesso, ho cercato in qualche modo di autoformarmi e capire come fare a produrre la mia musica”.

Un percorso che partendo dall’home recording passa attraverso una sperimentazione e una ricerca continua e costante. “Spesso mi chiedevo: “Con una tastierina e questo programma escono dei suoni strani, però se prendo la chitarra e inserisco effetti ancora più strani che succede? Se trasformo il basso in un sintetizzatore, tipo quello dei Depeche mode, che succede?”. Dopo questi esperimenti ho anche intrapreso un percorso di studio, ma l’autoformazione mi ha trasportato nel mondo del gioco con i suoni”.

Il mondo delle colonne sonore

Versatilità, curiosità e un’irrefrenabile voglia di mettersi sempre in gioco e sperimentare. Stimoli che hanno portato Ginevra a scoprire anche il mondo delle colonne sonore. L’artista ligure ha composto le canzoni originali per la serire tv Lucky Red/RTI “Il processo”, attualmente disponibile su Netflix e sincronizzato quattro pezzi del suo prossimo disco sulla seconda stagione della serie TV Rai/Amazon “Il Cacciatore”.

Ginevra
Il Cacciatore

“Dopo la prima collaborazione con Pivio e Aldo De Scalzi, nel 2018 Giorgio Giampà, un importante compositore romano, mi ha contattata per lavorare su un documentario relativo ai desaparecidos cileni. Da quel momento è come scattata una molla interiore: lavorare sulle colonne sonore mi consente di creare una sorta di mix fra il mio progetto solista e quello che scrivo per le immagini”.

Musiche e canzoni che non accompagnano il film, ma che ne diventano componente intima ed essenziale. “Il compositore, in questo senso, deve sviluppare una sensibilità sempre maggiore, perché deve iniziare a recitare anche lui una parte che è nel film. La musica, in un film o una serie tv, è come un’attrice, perché deve parlare agli spettatori”.

Il rumore e il suono

Suono e rumore. Rumore e suono. Come due volti speculari e peculiari. Alfa e Omega del processo creativo.

“Credo che per me il rumore sia quello da cui partire. Il rumore è suono non organizzato quindi estremamente libero, caotico. E poi invece noi facciamo musica e la musica è suono organizzato, però il suono organizzato prima è qualcos’altro, quindi sta a noi organizzarlo. Forse per me il rumore è quello. È la materia da cui partire”. Partire verso un viaggio che non ha nessuna destinazione, perché le prevede tutte.

Ginevra
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