#siamobaotiful: Leo Ortolani racconta Cinzia

Pink Noises partecipa all’iniziativa di Bao Publishing per il pride month. Leo Ortolani, il creatore di Rat-Man, racconta Cinzia, la sua graphic novel che tocca tematiche come l’accettazione, il rifiuto, la necessità di restare sempre a galla. Perché, come dice la nostra eroina, “l’amore non si misura in centimetri”

Chi è Cinzia?

Chi è Cinzia? Cinzia siete voi che leggete, Cinzia siamo noi che scriviamo, Cinzia rappresenta tutte le macchie che sporcano il vestito buono della società. Perché il personaggio creato da Leo Ortolani e pubblicato da Bao Publishing è una macchia sul perbenismo strisciante e dilagante. Un atto di pura di ribellione all’omologazione che diventa canto d’amore verso se stessi, perché, come dice lei stessa: “Se nessuno mi ama devo farlo io”.

Un’affermazione perentoria, prima di tutto verso se stessa. Cinzia non è una teoria, non risponde ad alcuna definizione. È la storia di un’umanità fragile e insicura. Una storia universale che parla a noi di noi.

Leo Ortolani e Cinzia
Leo Ortolani e Cinzia

Perché Cinzia non è un “genere”, ma è la nostra anima “quando non ci troviamo, quando sappiamo fin troppo bene chi siamo, ma chi siamo non va mai bene agli altri”. E non va bene agli altri, tanto da considerarla una macchia su un vestito scintillante. “Quella del vestito buono della società può essere una metafora di questo romanzo a fumetti – ci spiega Leo Ortolani -. La società vorrebbe un vestito pulito da quelle che considera come minoranze. Fa quasi finta che non esistano, perché se esistessero tante persone dovrebbero farsi molte più domande. Per la tranquillità di questo vestito viene sconvolta la vita di queste persone. E allora ben vengano le macchie che lo abbelliscano”. E che lo trasformano in uno smagliante tessuto leopardato.

Cinzia, il vero vestito buono della società
Cinzia, il vero vestito buono della società

Cinzia: la forza dell’amore

Cinzia prova a salire sull’arca di Noè, lo fa in tutti i modi, ma non viene “riconosciuta”, non viene “identificata”. Resta a terra, ma continua a stare a galla. Cinzia è un’opera coraggiosa, non perché parla di sesso, ma perché rappresenta un manuale per non affondare, un promemoria per non tradire se stessi in nome di una normalità che non esiste.

E c’è molto di Leo in Cinzia, così come c’è parecchio di Cinzia in Leo. “Io invidio Cinzia per la sua solarità, perché ha un ottimismo e una visione della vita che a me manca – ci spiega -. Io mi abbatterei molto se non fossi accettato. Probabilmente ho fatto fumetti per essere accettato dagli amici, dai compagni di classe e dalle persone. È stato un processo anche per me quello di riuscire ad accettarmi tramite l’accettazione degli altri. E forse, in parte, questo pensiero di come fare per essere accettati si è trasferito nel libro”.

Leo Ortolani e Cinzia per Pink Noises
Leo Ortolani e Cinzia per Pink Noises

Amare Cinzia significa amare anche un po’ quella parte di noi che non si arrende e adatta a quello che tutti vorrebbero vedere. Perché tante macchie vicine possono diventare un nuovo colore e abbellire uno splendido, rumorosissimo, vestito leopardato

Altre storie
Il Premio De André è donna