Ink Noises: Jim Morrison breaks on trough to the other side

Carismatico. Tormentato. Psichedelico. Evanescente. Jim Morrison è il profeta della coscienza libidica. La coscienza che ci permette di avvertire e inseguire i nostri profondi desideri, nella sfera dell’esperienza individuale della vita. Gubrin questa settimana fa risplendere di luce gli occhi del Re Lucertola, accesi da un ottanio brillante e incastonati su una tavolozza gremita di colori puri, nudi, essenziali.

Jim Morrison
Jim Morrison

Una luce fluida 

James Douglas Morrison, detto Jim, o Mr Mojo – suo anagramma, o Re Lucertola, poteva essere tutto. Poteva essere e diventare chi o cosa desiderava. Un moderno Dionisio, l’incantesimo che fa di un uomo un poeta, la sceneggiatura di un film, una danza tribale. Jim Morrison è un varco aperto al centro del nostro corpo, come fosse un chakra di pura energia liquida. Quel fluido in grado di confondere e stordire, di fondere tempo e spazio, come nel mezzo della rivoluzione degli anni sessanta. Gubrin lo ritrae fermo, ancorato sullo sfondo acido di un verde marcio per esaltarne la luce che fa della rockstar, un anima perduta. Condannata e assolta nell’olimpo della storia del Rock.

Jim Morrison Gubrin
L’occhio di Jim Morrison secondo Gubrin

Jim Morrison: “Il Re Lucertola sono io e posso tutto come un Dio”

La tavola illustrata, rivela lo sguardo di una Rockstar intramontabile. Ipnotica e persuasiva fino ai limiti del nostro pudore. Intramontabile come l’inquietudine giovanile di cui è simbolo il caro Jim, portavoce di una generazione che ha gridato “libertà” ad ogni forma di sistema. Non possiamo limitarci a parlare dell’amore libero, o degli abusi allucinogeni delle droghe sintetiche, per immaginare quella sensazione che viveva il pubblico durante un Live dei Doors. Come ci ricorda ser Iggy Pop, che fondò gli Stooges a seguito di sua performance, i loro Live erano dei veri e propri deliri psichedelici.

Jim Morrison si spogliava sul palco, penetrava la sua bocca con il microfono e simulava orgasmi. Inventava giochi di interazione come il numero della fune, quando camminava lungo il bordo del palco rischiando di cadere da altezze vertiginose o quando faceva girare e rotolare il microfono pericolosamente tra il pubblico. Dai riti pagani alla celebre crocifissione sul palco, Jim Morrison prestava il suo corpo ai suoi fan e diveniva il mezzo per comunicare con il soprannaturale. Se il live diveniva una seduta spiritica, il leader della band era certamente lo sciamano che guidava la folla. Una Metamorfosi legata allo spirito e alla guarigione dai condizionamenti e dall’educazione in ogni sua forma. 

Scontroso e ribelle resta dentro ogni cosa che appare e svanisce. 

Vapore acqueo nei nostri reconditi pensieri. Sospiro e tormento tra visione e realtà. 

Increduli, ripetiamo come fosse un mantra indiano, la sua produzione musicale, prodotta in soli sei anni di vita. 

Certi di rincorrerlo a bordo della sua Blue Lady, night blue Shelby Gt 500 nel deserto di Mojave in California.

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