Kokoroko: un live che lascia senza fiato

I Kokoroko inaugurano il Roma Jazz Festival con un adrenalinico live al Monk. La band guidata dalla trombettista Sheila Maurice-Grey, e composta da una sezione fiati tutta al femminile, offre al pubblico una scarica di energia irresistibile

I Kokoroko: l’afrobeat conquista Roma

Un’energia incontenibile, una sezione fiati tutta pink che lascia senza respiro gli spettatori, un live stratificato, complesso, emotivo ed emozionante.

I giovanissimi Kokoroko, in appena 2 anni, hanno impressionato la scena jazz mondiale per la loro capacità tecnica straordinaria, che si esprime soprattutto in live coinvolgenti ed appassionanti.

Gli otto membri del gruppo, guidati dalla trombettista Sheila Maurice-Grey, hanno in pochissimo tempo scalato sia le classifiche di gradimento della critica più austera, sia le preferenze degli appassionati. Un fenomeno confermato dai loro video che su Youtube raggiungono milioni di visualizzazioni.

Un’esibizione live delle Kokoroko

Il loro sound eclettico è un distillato del talento e delle influenze musicali degli otto componenti e sconfina in più generi. La principale fonte di ispirazione di Ms. Maurice e della sua band rimane l’Afrobeat dei maestri Fela Kuti e Tony Allen e l’highlife che i Kokoroko declinano verso sonorità più europee.

Sette degli otto membri del gruppo, infatti, sono nati a Londra, figli di immigrati dall’Africa occidentale o caraibici. Un melting pot di influenze, di radici e di passioni che si riversa nel loro sound complesso e stratificato.
I ritmi afro ed highlife sono solo la base su cui i musicisti compongono, lasciando il loro talento libero di esprimersi e di dar vita ad complesse jam.

La sezione dei fiati è tutta al femminile, composta dalla leader Sheila Maurice-Grey alla tromba, Cassie Kinoshi al sax e Richie SeivWright al trombone.

L’unicità dei Kokoroko è rappresentata anche dall’aver stravolto le tradizioni di un genere che di rado ha visto delle donne suonare strumenti classicamente ritenuti “maschili”.

Completano il gruppo Mutale Chashi al basso, Oscar Jerome alla chitarra, Yohan Kebede alle tastiere, Ayo Salawu alla batteria e Onome Ighamre alle percussioni.

Onome insieme a Ms. Maurice è il fondatore del gruppo mentre Oscar Jerome, l’unico vero inglese della band, è l’autore di “Abusey Junction” , un brano che su Youtube ha raccolto oltre 33 milioni di visualizzazioni

Kokoroko live: energia allo stato puro

Il talento ed i virtuosismi tecnici dei Kokoroko, però, non sono gli unici ingredienti della loro miscela. A renderla realmente esplosiva è l’energia trascinante che Ms. Maurice e il resto della band scatenano sul palco, regalando esibizioni divertenti ed indimenticabili.

“If you give us one we will give you one, if you give us five we wil give you ten, if you give us ten we will give you one thousand!”

Questa è la funzione logaritmica che regola il rapporto tra i Kokoroko ed il pubblico spiegata da Ms. Maurice.

Quella è la regola che rende travolgente ogni esibizione dal vivo del gruppo. Una scarica di adrenalina che non ha risparmiato neanche il pubblico del Monk. La band ha trascinato gli spettatori in impetuose cavalcate accompagnate da virtuosismi mai fini a se stessi ed arricchiti da originali coreografie guidate da MS. Maurice.

Una serata indimenticabile di musica, nel senso alto del termine.

Musica che incanta ed ipnotizza ma che trascina e smuove anche le montagne, che elettrizza e che fa esondare le emozioni.

Il Roma Jazz festival non poteva cominciare nel modo migliore.

Roma Jazz festival: gli appuntamenti imperdibili

I Kokoroko hanno dato al via ad un festival dal programma ricco ed imperdibile.


Il 2 novembre, all’Auditorium Parco della Musica ci sarà Diane Reeves con la sua voce leggendaria.

Martedi 5 novembre sempre all’Auditorium sarà il turno dell’eccezionale contrabbassista malese Linda May Man Ho insieme al quartetto Artemisia per una serata all’insegna del jazz d’avanguardia.

Sabato 16 novembre alla Casa del Jazz si esibirà la cantante albanese Elina Duni che presenta il suo nuovo lavoro Partir. Dodici tracce cantate in nove lingue diverse per tradurre in musica sentimenti come la nostalgia, il senso di perdita e l’amore per la propria terra.

Giovedi 21 novembre, all’Alcazar, Moonlight Benjamin porta nella capitale il suo inconfondibile sound contaminato da musica haitiana, jazz e blues.


Sabato 23 novembre, alla Casa del Jazz, sarà il turno del Federica Michisanti Horn Trio, esponente del jazz italiano che si sta ritagliando sempre più spazio nell’ambito del jazz cameristico.
Imperdibile anche la serata di venerdì 29 novembre all’Auditorium Parco della Musica con la cantante portoghese di origini capoverdiane Carmen Souza. Il suo ultimo disco è un manifesto ed un omaggio del Black Atlantic, quel luogo della terra dove sono nati tutti i generi musicali black che hanno conquistato il mondo.

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