“L’ Altra Teresa”: storia di una ladra di libertà

Uno spettacolo teatrale nel quale la musica abbraccia le parole, una storia individuale che diventa patrimonio universale, una vita spesa alla ricerca della libertà e all’affermazione della propria identità personale. “L’altra Teresa”, uno spettacolo teatrale che porta in scena “Memorie di una ladra” di Dacia Maraini, debutterà in anteprima nazionale il 7 marzo al Teatro degli Illuminati di Città di Castello. La voce narrante di Moni Ovadia, che cura anche la regia, sarà accompagnata da un trio musicale d’eccellenza composto Chiara Raggi (chitarre e voce), Giovanna Famulari (violoncello e voce), e Fabio Battistelli ( clarinetto e clarinetto basso). Le musiche sono realizzate da Sergio Cammariere. A firmare le installazioni scenografiche Elisa Savi, mentre le decorazioni sono di Stella Filippone e la grafica di Paola Savi. 

Teresa siamo tutti noi

“L’identità è impressa su di noi”. Su quello che siamo stati e su quello che decidiamo di diventare. E anche su quello che non saremo e non vorremo mai essere. “L’Altra Teresa” è una storia di libertà ed identità, di ricerca e scoperta, di violenza e liberazione. Lo spettacolo, che porta in scena “Memorie di una ladra” di Dacia Maraini, unisce proprio con questo spirito parole e musica, movimenti ora struggenti ora dolcissimi. Le parole scandite da Moni Ovadia sono come un aquilone sul quale iniziano a librarsi le note di Chiara Raggi, Giovanna Famulari e Fabio Battistelli.

Chiara Raggi

Le impronte del romanzo originario restano impresse negli accordi di chitarra e nella profondità del suono del violoncello. E così Teresa ruba a tutti ma non a se stessa, corre e rincorre una melodia che diventa il filo conduttore della propria vita. Riesce a trasformare le reti e le botte del passato in una dolce melodia che la strascina verso il futuro.

Giovanna Famulari

Teresa rimane se stessa, nonostante tutto e tutti. Ma è anche noi, quel noi che sentendone i pensieri ed ascoltandone le parole desidera la libertà nell’identità. Teresa siamo noi, tutti noi. Noi che ci sentiamo ladri cercando di preservare la nostra più pura essenza, noi che rubiamo scampoli di libertà per respirare. Noi che la guardiamo e ritroviamo nei suoi occhi la nostra luce.

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