Live Rock Festival: ricordi di un’estate musicale

C’è una piazza incantata, nel cuore delle Terre di Siena, un po’ nascosta ma lungo la strada. È quella delle fiere agricole, dove i bambini vanno a giocare a pallone e gli anziani del paese trascorrono i pomeriggi a ricordare la vita. Ad ogni fine estate, come nelle migliori favole, questa piazza si trasforma e lo fa con una metamorfosi kafkiana, abbandona la sua anima provinciale per ospitare il Live Rock Festival, uno dei più famosi e prestigiosi palcoscenici musicali italiani.

Siamo ad Acquaviva, in provincia di Siena, e qui la stagione calda si saluta con una kermesse musicale di quattro serate ad ingresso libero, che da quasi venticinque anni porta nella piccola frazione di Montepulciano la musica più innovativa e ricercata. 

Populous al Live Rock Festival

Live Rock Festival: un’idea di cultura aperta e solidale

Una risposta alla necessità di una cultura aperta, solidale e condivisa. Un progetto indipendente in grado di coinvolgere di creare un gancio fra generazioni. Live Rock Festival nasce intorno alla metà degli anni Novanta come risposta concreta al fermento giovanile che chiedeva, allora come oggi, un attivismo culturale più esplicito e la partecipazione delle nuove generazioni.

Ed ecco l’intuizione e il lavoro volontario di un gruppo di ragazzi di paese, appassionati di musica, visionari, amanti della collettività e della socialità, compagni di un’idea di cultura gratuita, aperta e solidale. Sono i giovani organizzatori, oggi oltre 200 associati nel Collettivo Piranha, che hanno dato vita all’incantesimo di fine estate.

Margherita Vicario

Da De Gregori a Myss Keta, l’anima musicale del festiva

Fin dai suoi esordi, il festival mostrava già un carattere forte e sfrontato, di quelli che se ne fregano del sentito dire e del buon costume per rincorrere un sogno e un bisogno collettivo fatto di line-up musicale d’avanguardia, ingresso libero e un’attenzione sempre crescente verso temi di inclusione e sostenibilità.

Un carattere indipendente e visionario dunque, che è riuscito negli anni a portare nella piccola frazione, un pubblico enorme (nel 2016 il record di 18.000 presenze – stime ufficiali Siae).

Sulla rassegna musicale, il Collettivo Piranha punta tutte le fiches della quattro giorni. I programmi sono infatti innovativi ed eterogenei per assecondare le diverse sensibilità: rock, indie, elettronica, jazz, pop, world music, sempre alla ricerca delle nuove tendenze internazionali.

Un equilibrio perfetto e riuscito tra innovazione musicale e tradizione popolare che nel ‘98 ha portato sul palco i Baustelle ancor prima che incidessero il loro primo disco.

Un esperimento sociale che ha fatto ascoltare gratuitamente le canzoni di Francesco De Gregori, degli Afterhours, Salmo, Tricky, Anna Calvi, Digitalism, Pendulum, Marlene Kuntz, Roy Paci, Verdena, Myss Keta e Giuliano Palma. Una sensibilità musicale che ha fatto scoprire band del calibro dei Nothing But Thieves e dei Temples.

Il Live Rock Festival 2020, tra innovazione e resistenza

Ma il Live rock Festival non è solo musica. E lo ha dimostrato chiaramente durante l’ultima edizione. L’evento di settembre 2020 lo potremmo considerare il più coraggioso e insolente, caparbio e passionale. Un’edizione, la ventiquattresima, che come tutti ha vissuto le difficoltà dei mesi di lockdown, le restrizioni governative alle manifestazioni, l’incertezza verso il panorama culturale e il pericolo di dover sospendere quell’incantesimo estivo, anche solo per un anno. E no. Non era un’opzione da valutare, il festival ci sarebbe stato. Ma c’era da reinventarsi. Ancora e questa volta totalmente, affinché non si perdesse quella natura poliedrica e recettiva che caratterizza l’appuntamento più atteso per giovani della provincia.

La programmazione

Ecco allora che la programmazione 2020 del Live Rock Festival ha introdotto un nuovo format che sapesse affiancare ai concerti serali, una serie di incontri ed appuntamenti spalmati sull’intera giornata e disponibili in diretta Facebook. Ad esempio, si è assistito ad un dibattito sull’impegno umanitario e sui percorsi delle migrazioni.

Talk Nessun destino è già scritto

Sono intervenute giovanissime professioniste del settore come Caterina Ciufegni, medico che ha partecipato a due missioni di Sea Eye sulla Alan Kurdi, Francesca Piccin, cooperante in missioni con Nazioni Unite e Croce Rossa, Diletta Bellotti, attivista per i diritti dei braccianti agricoli, e Magalie Berardo, agente e promoter musicale che collabora con artisti rifugiati.

Loro, insieme al Ministro per la coesione territoriale Peppe Provenzano hanno parlato di inclusione ed emergenza umanitaria, lavorativa ed ambientale, prima di lasciare il palco alle raffinate soluzioni dei Flame Parade e a Lucio Corsi.

Lucio Corsi

Live Rock Festival ha dimostrato come sia possibile creare ed organizzare eventi in tutta sicurezza, nel rispetto delle precauzioni. E, al tempo stesso, come le limitazioni che stiamo vivendo non possano ostacolare la creatività, l’inventiva, il talento, l’emozione. Un atto di resistenza culturale e civile che può rappresentare un esempio per il futuro. Un futuro “vivo” e consapevole.

Altre storie
Once upon a noise: la vera storia di Babbo Natale