Non siamo altro che Lucio

Lucio Corsi non è un puro, scrive con ferocia e riempie da anni i palchi con un dolore forte , talmente forte da creargli pagine bianche sulla faccia. E farà lo stesso anche all’Eurovision.

Perché quel Pierrot che tutti hanno codificato non è altro che un pellerossa che attraversa lo stivale da anni.

Un cercatore che ha bisogno di una maschera per convivere con Lucio. Anche quando è solamente Lucio.

“C’è un uomo triste dentro casa. Si tolse la voce al centro del deserto. Imparando dal suo pianoforte a rimanere in silenzio”.

Lucio Corsi continua a guardare oltre allo spazio visivo, a proiettarsi e proiettarci in una dimensione fantastica. Ad osservare le stelle e chiedersi chi le navighi. E per farlo non è necessario chiudere lo sguardo, ma aprirlo. Credere a quello che si immagina. “Basta credere agli occhi, credere agli occhi anche quando si chiudono”.

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