Mi Ami Festival: che indie ci resta?

Ad una settimana dalla conclusione di un’edizione record del Miami Festival l’interrogativo è d’obbligo: Qual è il futuro prossimo della musica italiana e dell’indie? Non vogliamo dare risposte, ma cercare di aprire un dibattito. Esistono ancora confini fra pop e indie?

Pop ed indie: chi è chi?

La musica indipendente italiana esiste ancora, certo, ed il Mi Ami è stato qui per ricordarcelo. Ma è impossibile non notare la nascita di un nuovo genere ibrido, un pop che vuole a tutti i costi ricalcare l’eco di un indie lontano, ancora sperimentale. Il pop non è più pop, l’indie non è più indie, ma questo non è un male. Si tratta semplicemente di una realtà musicale che rispecchia a pieno ciò che la stessa industria è diventata. L’espressione perfetta di questa condizione è il live che ha visto contemporaneamente come protagonisti i primissimi alfieri in ordine di tempo dell’indie nazionale, ossia i Baustelle, e un’artista come Tommaso Paradiso, molto più incline al pop spaccaclassifiche,


Bisogna anche dire che nel 2023 tutto è stato già fatto, non è facile farsi notare. Emma Nolde ci è riuscita, portando sulla famosa collinetta del Miami un’esibizione a dir poco commovente nella sua forza distruttrice e catartica. La dolcezza delle parole, il ritmo travolgente e una presenza scenica inconfondibile. O ancora, il collettivo degli Addict Ameba che ha fatto ballare il pubblico senza soluzione di continuità. I Delicatoni che (per fortuna) hanno esagerato con i synth ed il sassofono. Ginevra, che con l’aiuto di Marco Fugazzi ha teletrasportato gli spettatori nello spazio interstellare. Maria Antonietta, che con quell’aria da attrice bruciata, ha infuocato il palco Idealista.


Assolutamente degni di nota anche gli ospiti internazionali come i Jockstrap che hanno ipnotizzato con il loro pop elettronico completamente sui generis e deliziosamente melodico, a tratti jazz.
Tirando le somme finali, si può tranquillamente affermare che nonostante tutto, il Miami non si è mai snaturato. Il cuore pulsante del festival rimane la musica, nonostante l’aiuto lecito degli sponsor. Oggi più che mai l’Italia ha bisogno di divulgare l’arte, oggi più che mai è necessario divulgare bellezza.

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