Once upon a noise: Peter Pan

Once Upon a Noise: la vera storia di Peter Pan

Once upon a noise, la nostra rubrica del giovedì, vuole raccontare con le immagini e le parole di Melasilviete, una versione aggiornata e corretta delle favole più importanti. Oggi è il turno di Peter Pan il bambino che non cresceva mai.

Once Upon a Noise: Peter Pan, tutti i bambini crescono tranne uno

C’era una volta un bambino di nome Peter che non aveva una mamma ed un papà, per questo viveva da anni in una casa famiglia che si chiamava L’ isola che non c‘è.

C’erano tanti bambini con lui, mentre alcuni riuscivano a trovare dei genitori, altri rimanevano bloccati. 

Sull’Isola che non c‘è  il tempo pareva fermarsi, anche i bimbi crescevano più lentamente, alcuni, come Peter, si dice che non crescessero affatto. Fuori dall’isola invece c’era un gran da fare, adulti che correvano in ogni dove per aiutare quei bambini, ma il tempo sembrava correre velocissimo e i bimbi da aiutare erano tantissimi, ognuno con una propria storia originalissima. 

Once upon a noise: Peter Pan
Once Upon a Noise: Peter Pan secondo Melasilviete

I bambini dell’Isola a volte uscivano e si mischiavano agli altri bambini. Spesso i genitori di questi ultimi non potevano fare a meno di notare grandi differenze con i loro figli. Ad esempio i bimbi dell‘Isola che non c‘è sapevano già da piccolissimi mangiare da soli, fare pipì nel vasino, allacciarsi le scarpe, relazionarsi con gli altri bambini, litigare per un giocattolo, mascherare i propri sentimenti e non piangere, dire verità dolorose, cavarsela in ogni situazione. Nonostante tutto ciò si diceva che non crescessero mai?

Peter soffriva per questo, in effetti si sentiva in colpa, come se, malgrado tutti gli sforzi, non si meritasse nè una famiglia nè la comprensione di chi stava fuori dall’Isola che non c’è.

Un giorno però una bambina di nome Wendy a scuola piangeva perchè aveva le scarpe slacciate e le sue amiche l’avevano lasciata sola per non fare tardi alla lezione, Peter con grande pazienza le insegnò ad allacciarle.

“Così se te ricapita, non piagni come Anna quando Olaf scompare! E comunque se te prendi quelle con lo strappo fai mejo de tutti”

Wendy felicissima lo abbracciò e lo ringraziò invitandolo alla sua festa di compleanno. Disse a Peter che le aveva fatto già un bellissimo regalo quindi non c’era bisogno che ne portasse un altro. 

Artwork by Gubrin

Festa, che sorpresa

Peter si sentiva al settimo cielo. “Per la barba di capitan Totti! È la prima volta che mi invitano ad un compleanno!”. Disse tra sé e sé il piccolo grande Peter che era della Roma e sperava un giorno di poter andare allo stadio Olimpico a vedere il derby con dei genitori, anche quelli di un altro andavano bene.

Era stato quell’abbraccio? O forse l’invito alla festa? O magari aver fatto una bella figura? In ogni caso si era sentito apprezzato ed amato. Forse è così che ogni bambino si vuole sentire. 

Nello stesso momento Wendy pensava “Certo la mamma mi allaccia sempre le scarpe, ma non ha pensato ad insegnarmelo, poi critica le politiche assistenzialiste nei confronti dei paesi del terzo mondo. Trovo una certa incongruenza nei suoi discorsi, ma i suoi abbracci e il suo amore sono super, tra una quarantina d’anni le perdonerò questa assurdità. Intanto, oggi, mi godo il compleanno e divento amica di Peter, magari ha qualche altro trucchetto da insegnarmi!”

Visto che il Natale si avvicina e che i cuori sono più sensibili quando incontriamo un Peter, sia che abbia vissuto sull‘Isola che non c’è o meno, ricordiamoci che ogni cosa in cui siamo “piccoli” è un motivo in più per ricevere amore e non per essere giudicati.

Testo di Melasilviete

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