Mi sono innamorata

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 “Mi sono innamorata”.

Un’affermazione completamente inaspettata e imprevista.

 “Mi sa che mi sono innamorata”.

Ah beh, il cuore riprende fiato un poco, mi chiudo più forte nel plaid e aspetto il colpo finale.

Ma quando, quando è successo? Ma come, come è possibile? Perché? Perché non ne sapevo niente?

Che ne sarà di lei, di me, di noi, poco più che trentenni, single convinte, donne indipendenti, sole e fiere di esserlo?

No, amici di Panic Noises, non è come pensate. O forse sì.

L’altra sera si parlava d’amore, sai che novità…

Sono rimasta senza parole davanti all’idea che qualcuno potesse dichiararsi così candidamente innamorato, invischiato in un’emozione tanto semplice quanto forte, quando al solo pensiero io inizio ad accusare tutti i tipici sintomi di qualcosa che va in contrasto con me.

Come quando hai una reazione allergica e parte lo sfogo, il prurito, il fastidio al naso, la consapevolezza di essere entrata a contatto con un elemento tossico per te e la tua bolla perfetta, l’ecosistema in cui vivi sereno e beato.

No, scusa, cosa? Puoi ripetere per favore?

Innamorata.

Innamorata?????

E, di grazia, quali i motivi – incomprensibili, tremendi e catastrofici – per cui una persona così simile a me possa esserci cascata?

“Ma lei è pronta”, ha affermato allora qualcuno, “tempo cinque mesi e vola via”.

Allora ho cominciato a contare.

Cinque mesi?

No, sono pochi, non mi bastano. Ho bisogno che prima ci riaprano, che si possa tornare a far festa in giro, a ubriacarci insieme per tutti i bar della città, cambiandone almeno sei in una sola sera, bevendo come se non ci fosse un domani, ballando senza controllo, baciando sconosciuti sbattuti contro a un muro di questa Roma che tanto ci manca.

 A cercare un’Enjoy o alle brutte chiamare un taxi per tornare a casa, per poi darci appuntamento all’indomani.

Mi dovete dare il tempo di tornare a tutto questo. E poi COME SI È PERMESSA???

E ‘sti cazzi l’amore. Perché l’amore? Si sta tanto bene così.

No?

Io sto bene, tu stai bene, mi spieghi per quale cazzo di motivo adesso te ne esci con l’innamoramento? Era davvero necessario?

Non ne ho mezza

“Ma a te, Vicky, non passa nemmeno per l’anticamera del cervello l’idea di cercare l’amore. Non ne hai mezza!”

Cazzo.

È vero.

Non ne ho mezza.

Ecco perché non me ne va bene uno, ecco perché mi annoio facile, ecco perché per quanto io possa sfogliare infiniti cataloghi virtuali, leggere bio scritte a cazzo di cane, cercare il guizzo e lo scintillio tra gli occhi e i sorrisi di perfetti estranei, alla fine mi ritrovo sempre a mollare.

Ma dove diavolo sta scritto che debba per forza abbinare me stessa a un altro individuo?

Chi l’ha detto?

Chi l’ha stabilito?

Perché devo cercare l’amore?

Porto avanti per inerzia un desiderio?

Un sogno (non mio)?

Ma no, non me ne frega davvero nulla. Questa è la verità.

Panic Noises – foto di Giulia Felici

Sogni

Così mi sono messa alla prova per l’ennesima volta, ho riaperto Tinder, matchato, ricevuto un messaggio.

“Che sogni hai?”

“In che senso, scusa? Che intendi?”

“Sogni, progetti, desideri per il futuro, i miei sono:

– aiutare quante più persone possibili a essere felici

– trovare una compagna con cui costruire qualcosa e più in là una famiglia

– comprare altre moto e auto e portarci in giro la mia famiglia

– addormentarmi in un campo di grano a 90 anni e poter dire di aver vissuto appieno la mia vita”.

Okay.

È ufficiale: anche no.

Grazie.

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