Rodrigo D’Erasmo e Roberto Angelini: la nostra strada verso Nick Drake

Una chitarra acustica che tesse trame spezzate e che riallaccia i fili della memoria. Gli echi violenti e al tempo stesso teneri di un violino che conducono in una strada in cui la luce è svanita e resta la scia di un bagliore blu. Rodrigo D’Erasmo e Roberto Angelini hanno presentato all’Angelo Mai di Roma “Way to blue”, il loro personalissimo tributo alla musica di un genio come Nick Drake. I due musicisti hanno ripercorso tutta la sua discografia, raccontando il processo creativo alla base di album come Five Leaves Left, Bryter Layter e Pink Moon e omaggiando il cantautore inglese con cover “aliene”, profonde e viscerali

Rodrigo D’Erasmo e Roberto Angelini: la musica di Drake è un nido nel quale rifugiarsi

“Adesso riesci a ricordarti tutto quello che hai conosciuto?”. Il percorso della memoria come una strada “cieca” che porta verso il blue, verso una bolla musicale soffusa, dalle pareti cangianti, che assumono la forma di accordi di una chitarra ed echi di un violino. Tentativi di catturare il sole ed attraversare ad occhi chiusi il tempo e lo spazio. “Way to blue” è una delle canzoni simbolo di Nick Drake, una confessione dolente in musica che riassume la poetica del genio inglese.

E “Way to blue” anche il nome scelto da Rodrigo D’Erasmo e Roberto Angelini per il loro tributo live all’artista. “Suonare le canzoni di Nick Drake non è mai un esercizio di stile, non si avvicina per nulla a “fare delle cover” – ci racconta Rodrigo – È una sfida incredibile dal punto di vista strumentale: la sua musica è qualcosa di misterioso e magico di cui ogni volta scopriamo qualcosa di nuovo. Penso chele sue canzoni e le atmosfere siano un bel nido nel quale rifugiarsi, una bolla che ci permette di scoprire la nostra interiorità”.

Intervista a D’Erasmo e Angelini

La riscoperta di un’emozione “bambina”

Rodrigo D’Erasmo e Roberto Angelini sono stati i primissimi artisti ad esibirsi in Italia dopo la fine del lockdown. Un tour anomalo, organizzato velocemente, che li ha riportati a scoprire il fascino di una musica dal vivo non scontata ma “guadagnata sul campo”. “Le persone per venire ad uno spettacolo sono state messe alla prova, fra prenotazioni, code e location anomale – ci racconta Roberto -. Le modalità attuali dei concerti hanno favorito una musica da ascolto, più intima. Per noi rispetto al periodo precedente non è cambiato nulla, in termini numerici abbiamo lo stesso pubblico, soltanto che oggi possiamo dire che siamo “sold-out”. Ecco, siamo i perfetti artisti da pandemia…e proprio in questo periodo abbiamo riscoperto il fascino di partecipare a live senza grosse strutture organizzative: ci siamo spostati in treno, in auto, abbiamo dormito sul divano di amici”.

Quasi un ritorno al concetto “on the road” di musica che ha portato i due artisti ad abbracciare un’emozione quasi ancestrale, come spiega Rodrigo: “Salire sul palco quest’estate era una necessità e un obbligo morale. Il desiderio di condivisione ha sprigionato energie abbastanza inedite, un’emozione bambina, che non c’era più”. Proprio come il fascino nascosto e celato di una luna rosa. Una luna bambina e matura che guida su una strada verso il blu.

Galleria Fotografica a cura di Mario Rinaldi

Altre storie
I Ministri: live per non abituarsi alla fine