Dada Masilo's The Sacrifice Publicity photo shoot at The Dance Factory in Newtown, Johannesburg. South Africa. 06 March 2020 Photograph: John Hogg

ROMAEUROPA FESTIVAL: IL MONDO A ROMA

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Musica, teatro, danza, cinema. L’arte del mondo e il mondo dell’arte sono i protagonisti di Romaeuropa Festival 2021, che partirà il 14 settembre. La 36ma edizione, sostenuta dal Ministero della Cultura, dalla Regione Lazio e da Roma Capitale, condensa tre anni di produzione teatrale, musicale, visiva e fotografica, facendosi bussola indispensabile per la sopravvivenza e per la vita della cultura

Romaeuropa Festival: il programma

Romaeuropa riparte con 86 titoli, 516 artisti e artiste provenienti da 15 Paesi e oltre 33.000 posti distanziati a disposizione. Un record se si considera che, senza distanziamento, quei posti sarebbero 89.000. Come ogni anno, gli eventi copriranno la planimetria urbana in diversi luoghi partendo dall’Auditorium per arrivare al MAXXI, passando per il Teatro Argentina, Villa Medici, il Mattatoio, l’Accademia di Santa Cecilia, il Teatro India, il Teatro Quarticciolo e il Teatro Vascello.
Non ci sarà bisogno, però, di attendere l’autunno perché dall’8 al 20 giugno il Teatro India ospiterà un evento anteprima in co-produzione con il Festival. Claudia Sorace e Riccardo Fazi di Muta Imago tornano infatti con “Sonora Desert” portando avanti la sovversione della percezione sensoriale del quotidiano.

A settembre il festival prenderà l’avvio dalla sala Cavea dell’Auditorium Parco della Musica con il lavoro della compagnia XY e la collaborazione di Rachid Ouramdane. La loro esibizione, Möbius, compone sul palco coreografie che si ispirano al volo degli storni migranti, creando una similitudine con le evoluzioni fluttuanti dei legami all’interno di una comunità.

Il mondo della cultura e dello spettacolo non si arrende

La situazione pandemica globale ha rafforzato i valori chiave del Romaeuropa Festival come inclusione, rispetto della diversità, internazionalizzazione e tutela dell’ambiente, ma ha anche posto l’accento sull’imprescindibilità della tutela degli operatori della cultura e dell’arte. «Questa è la nostra identità, questa è la nostra storia – spiega il Direttore generale ed artistico Fabrizio Grifasi – questo è il nostro sguardo su un presente complesso; un nuovo presente nel quale ci affacciamo con il bagaglio del nostro percorso e che attraverso gli occhi delle artiste e degli artisti proviamo a scoprire. Ma questo presente possiamo affrontarlo grazie alle lavoratrici e ai lavoratori del mondo dello spettacolo. Un mondo reso particolarmente fragile nel corso di questi due anni e che vogliamo ringraziare e sostenere».

Fabrizio Grifasi – Direttore Generale e Artistico di Romaeuropa

La collaborazione storica di Villa Medici quest’anno occupa spazi nuovi con il Festival di Film di Villa Medici, realizzato in collaborazione con la Fondazione Cinema per Roma e il MAXXI, e una sezione originale intitolata “Le parole delle canzoni” con la collaborazione dell’Istituto Treccani e ospiti come Margherita Vicario e Fulminacci.
Ed è il MAXXI a rivelarsi un grande alleato del Romaeuropa Festival ospitando presentazioni come quella in anteprima nazionale “Guardien Party” del regista francese Mohamed El Khatib. Il lavoro mette davanti all’obiettivo dieci custodi di musei, chiamati a raccontare le loro memorie e sensazioni sulle opere che custodiscono e sul pubblico che incontrano.

Cinque sezioni di musica, teatro, live, circo

Le esibizioni che sono state sospese a ottobre dello scorso anno ritornano assieme a cinque sezioni strutturali del Festival: LineUp!, Dancing Days, Digitalive, RefKids e Anni Luce.
La preziosa sezione LineUp! curata da Giulia Di Giovanni (Auditorium 30 settembre – 3 ottobre), esplora i nuovi linguaggi del pop italiano contemporaneo ponendo l’accento sul gender gap e sull’accesso femminile al mondo musicale.

Contaminazione e internazionalità sono alla base della selezione musicale delle artiste. Rachele Bastreghi, componente dei Baustelle, presenta per la prima volta a Roma il suo album da solista “Psychodonna”. Ma ci sono anche Ditonellapiaga, Bluem, La Niña, Emmanuelle e infine Boyrebecca, con le sue performance ibride tra raggaeton romantico ed elettronica sperimentale.

Rachele Bastreghi


Francesca Manica, curatrice di Dancing Day , pone l’accento su come il movimento e il gesto agiscano da conforto (quasi dimenticato) rispetto alle urgenze del presente. Dal 13 ottobre al 18 novembre il Teatro Vascello e il Mattatoio ospiteranno le performance di, fra gli altri, Collettivo MINE con “Esercizi per un manifesto poetico” e “Larsen C” con Christos Papadopoulos.
Con Federica Patti e la sezione del DigitaLive (23 settembre – 9 ottobre) tornano i concerti di musica elettronica e le performance diventano esplorazione delle potenzialità di un mondo digitale con il quale abbiamo tutti profonda dimestichezza. Il concetto di compresenza è alla base della quarta edizione, una compresenza che si avvinghia negli spazi fluidi tra reale e virtuale. Lo spettacolo “Così è (o vi pare)” con la partecipazione di Elio Germano è presentato in collaborazione con il VRE fest 2021, il festival di tecnologie digitali immersive.

Marta De Pascalis – photo by Francesco Paolo Albano


Stefania Lo Giudice, curatrice della sezione RefKids, presenta un invito alle nuove generazioni a tornare nei luoghi magici e giocosi del teatro grazie a tre compagnie internazionali. La Akram Kahn Dance Company (Auditorium 25-26 settembre), la compagnia svizzera Finzi Pasca (Mattatoio/Teatro Vittoria 6-21 novembre) e infine Oorkaan e Percossa (Teatro Vittoria 12-14 novembre).
Un’accorata fotografia del presente attraverso i linguaggi e le prospettive delle nuove generazioni prende forma in Anni Luce a cura di Maura Teofili. Il focus è sulla nuova drammaturgia internazionale e sul creare un’opportunità per gli artisti under30. A questo scopo verranno presentati in anteprima assoluta lavori che l’anno scorso erano in fase di studio come “Notte bianca” di Camilla Brison e Tatjana Motta (Mattatoio 28-29 settembre) e il debutto del collettivo italo-francese Secteur in.Verso con “Ça ne résonne pas / Ça résonne trop”.

Collettivo Mine – Dancing Days

Il Romaeuropa Festival afferra con risolutezza la vita che abbiamo sospeso a marzo restituendola pulita dagli acciacchi ma ancora fragile, tendendo la mano affinché la guarigione avvenga insieme e insieme si possa immaginare di esserci su gambe più forti.

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