Valentina Polinori: “La normalità mi mette a disagio”

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Un antidoto contro la normalità, un’idea musicale “trasparente” e delicata. Valentina Polinori, dopo aver pubblicato a febbraio il suo secondo disco di inediti “Trasparenti”, ha lanciato da pochi giorni un nuovo singolo, “Il silenzio”, che conferma una poetica al tempo stesso densa e rarefatta

Valentina Polinori: la musica che cura le vertigini

Un cuscino fatto di silenzio, un bosco in cui perdersi e osservare il baratro delle proprie vertigini, un cuore di cicogna da preservare e salvaguardare e un lieto fine da costruire in assenza di principi azzurri. L’immaginario poetico di Valentina Polinori è denso di richiami favolistici, di immagini “trasparenti” ed essenziali. Una ricerca della cura in musica, della bellezza nella semplicità che viene richiamata anche dalle copertine dei suoi album e singoli.

La copertina del nuovo singolo “Il silenzio”

Poche linee e tratti delicati, spazi vuoti da riempire con l’immaginazione, con l’arte, con il silenzio o con il rumore dei propri pensieri. Valentina Polinori cerca altro rispetto ad una realtà spesso di facciata che coincide con l’apparenza. Non è un caso se i titoli delle sue canzoni comincino sempre con la lettera minuscola. Un’ammissione di schiettezza che conferma la necessità di cercare l’essenza delle piccole cose, la loro immagine trasparente e non dissolvente. “È strano come la normalità mi metta a disagio” canta in “Sembra un fiore”. Una normalità che per la cantautrice assume appunto “sembianze” (“sembra”) e non certezze.

Valentina Polinori

“Spesso siamo indirizzati verso una realtà preconfezionata, quasi come fosse una scatola – ci racconta -. Io non riesco a vivere come se fosse mia questa continua ricerca di una realizzazione apparente, di una direzione unica”.

E Valentina, come durante una corsa in un bosco, ama perdersi nei meandri delicati delle proprie narrazioni, ama scrutare le proprie vertigini e parlare alle proprie paure. Le sue canzoni sono rifugi sicuri, pareti delicate ma robuste, laghi in salotto che proteggono dalle onde. Creature trasparenti, che si lasciano percorrere dallo sguardo e dall’ascolto e che finiscono per riflettere l’anima di chi le osserva ed accarezza.

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