Vasco Brondi: Cuori esplosi che tifano rivolta

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Spazio: interno giorno-interno notte, una camera, poster ai muri, musica che filtra dalle casse, dalle cuffie, penetra in ogni frammento d’aria.

Tempo: un giorno qualsiasi nella dimensione convulsa e sonica degli anni ’90, un baratro spazio-temporale che ingoia, mastica e sputa organi interni e speranza come un bolo .

Location esterna: una qualsiasi provincia italiana che uccide o eleva, uccide o eleva.

“Va dove ti esplode il cuore”, l’ultimo singolo di Vasco Brondi per la Carosello Records prodotto da Federico Dragogna, è una sorta di “Italian Graffiti” degli anni ’90, la lettura di un diario impolverato senza più lucchetto, un viaggio malinconico che raccoglie le foto del passato per aggiungerle all’albo del futuro.

La canzone riannoda tutti i percorsi personali e musicali dell’autore e di noi ascoltatori. Quella “provincia meccanica, sporca, santa e sonica” e quell’aria distorta dal suono di chitarre elettriche benedicenti è la stessa nella quale si organizzava “la lotta armata al bar”, nella quale “le ragazze kamikaze” cercavano di misurare i propri battiti cardiaci con i sismografi.

Lo stesso spazio inquinato ed inquinante saturato dalle speranze che filtravano attraverso il rumori in lontananza prodotti dai Sonic Youth, un noise che spaccava le casse dello stereo e la gabbia toracica.

“Va dove esplode il cuore” è una canzone resistente, che dissotterra quelle chitarre elettriche usate come armi e le rende uno strumento in grado di immaginare con il proprio frastuono un paesaggio dopo la battaglia.

“Non importa, non importa, tifiamo rivolta” è un urlo a fiato spezzato che illumina il ricordo dei nostri vecchi sogni. Sogni che bruciavano ed illuminavano e che ancora oggi sono in grado di lasciare ustioni e proiettare il proprio barlume di luce. Perché “Va dove ti esplode il cuore” è una canzone che continua a raccontarci, nonostante gli anni e le ferite. Nonostante una fine che pensiamo possa fagocitarci. Perché “un giorno ci toccherà morire, ma tutti gli altri giorni no”.

E sono proprio tutti questi altri giorni a farci esplodere il cuore di speranze e sogni sonici e rumorosi.

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