Flavia Restivo, politologa e founder di Italy Needs Sex Education, ci racconta la sua idea personale di resistenza
“La resistenza, per me, non è mai stata soltanto una data o una celebrazione legata al passato. È qualcosa che attraversa il presente in modo continuo. Spesso pensiamo alla resistenza come a un gesto eccezionale ed eroico, ma in realtà ha anche forme quotidiane, meno visibili. Sta nel modo in cui scegliamo di guardare il mondo, di reagire alle ingiustizie, di non abituarci a ciò che ci sembra sbagliato solo perché è diventato normale.
Resistere oggi significa prima di tutto non cedere all’indifferenza. Significa riconoscere quando un diritto viene messo in discussione, quando una voce viene esclusa, quando un linguaggio diventa strumento di esclusione invece che di comprensione e significa anche assumersi la responsabilità di intervenire, ognuno con i propri strumenti. Non sempre con gesti grandi o pubblici, ma anche con parole, scelte, posizioni che sembrano piccole ma che, sommate, costruiscono un tessuto civile.
Il 25 aprile per me è questo: non solo memoria storica, ma un promemoria attivo. Ci ricorda che la libertà non è qualcosa che si eredita una volta per tutte, ma qualcosa che si protegge e si rinnova continuamente”.




