All Inclusive+. Le parole hanno anche un corpo

Dal 6 novembre al 18 dicembre, Largo Venue ospita la prima edizione di All Inclusive+, un festival che intreccia teatro, danza, musica e poesia. Sedici appuntamenti per esplorare identità e linguaggio, con la Lingua dei Segni Italiana parte integrante dell’esperienza artistica.

Le parole passano attraverso la voce, ma conoscono anche altre strade. Attraversano le mani, si fermano negli occhi, prendono forma nei gesti. A volte basta il movimento di un corpo per raccontare ciò che un’intera conversazione faticherebbe a spiegare.

Dal 6 novembre al 18 dicembre, al Largo Venue di Roma, All Inclusive+ mette insieme sedici appuntamenti tra teatro, danza, musica e poesia, partendo da una domanda che riguarda tutti: quanto spazio siamo disposti a concedere ai linguaggi degli altri?

La prima edizione del festival sceglie come filo conduttore «Identità e linguaggio», portando sul palco artisti e collettivi che lavorano sul corpo, sulle relazioni e sulle molte forme attraverso cui raccontiamo noi stessi. La Lingua dei Segni Italiana entra nella costruzione dell’esperienza scenica, con interpreti presenti durante gli spettacoli teatrali e le performance poetiche. Un modo per ampliare le possibilità di incontro tra artisti e pubblico e per restituire alla comunicazione tutta la sua ricchezza espressiva.

Il programma attraversa territori molto diversi. Il teatro di Simonetta Musitano, con Maurizio Costanzo Shock, incontra le sperimentazioni di Kaos Teatro, che porta in scena Entangled. Schrödinger aveva ragione, mentre la danza di Germoglio di Single segue le età della vita attraverso i tre atti di Respiro: Vivo: Danzo. Giovinezza, maturità e vecchiaia diventano altrettanti momenti di una ricerca affidata al movimento e alla presenza fisica.

La musica trova spazio con Alpaca Music Showcase – Lasciare traccia, un percorso che mette al centro nuove voci della scena contemporanea, da Montegro ad ARTEFATTA, da DIMAGGIO a De.Stradis. La programmazione accoglie anche l’universo poetico e performativo di Questa Cosa Queer, dove parola e suono si intrecciano in una riflessione sulle identità e sulle forme dell’espressione.

ARTEFATTA ph Laura Stracadepe

È proprio nell’accostamento di esperienze differenti che All Inclusive+ cerca una propria identità. Il teatro incontra la musica, la danza affida al corpo ciò che sfugge alla parola, la poesia esplora il suono e il significato della voce. Ogni linguaggio porta con sé una storia, un modo particolare di stare insieme agli altri.

In una città in cui gli spazi culturali indipendenti rappresentano luoghi fondamentali di confronto, Largo Venue accoglie così un progetto che mette al centro l’accessibilità come parte della pratica artistica e della relazione con il pubblico.

Perché ascoltare significa anche imparare a guardare. E riconoscere una voce, qualche volta, comincia dal silenzio.

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