Psicopompo nasce nel punto esatto in cui qualcosa si muove.
Un’inquietudine lieve, una domanda che torna, la sensazione che sotto la superficie ci sia molto di più. È un video podcast che attraversa e accompagna, che tiene la mano mentre si scende e mentre si risale, guidato da Chiara Centioni, attrice e narratrice che usa la parola come spazio vivo, mai come ornamento, capace di far convivere pensiero e carne, intuizione ed esperienza.
Ogni episodio è un varco. Una conversazione che si apre e chiede presenza.

Gli ospiti portano ciò che li ha trasformati davvero, pratiche, fratture, scoperte, attraversamenti spirituali e psicologici che parlano di desiderio, dipendenza, ciclicità, sciamanesimo, sessualità, identità, sempre a partire dalla propria storia, dal punto in cui la vita ha smesso di essere lineare e ha chiesto ascolto. Qui si condivide. Qui si attraversa. E qualcosa resta, una consapevolezza sottile che continua a lavorare anche dopo.
Psicopompo cambia stato per una notte: esce dallo schermo, prende spazio, diventa corpo.
Lunedì 16 entra nella galleria d’arte Utol, nel cuore del Pigneto, come evento off all’interno di Pigneto in Love, il festival diffuso dedicato all’arte, diventa PSICOPOMPO LIVE
Accanto a Chiara Centioni ci sarà Mara Filippetti, già voce centrale di uno degli episodi più intensi del podcast. Insieme partiranno da un fenomeno culturale inatteso, una storia d’amore tra due ragazzi che ha acceso un coinvolgimento emotivo potente, quasi febbrile, soprattutto nel pubblico femminile: la serie tv fenomeno “Heated Rivalry” , in onda su HBO Max Italia dal 13 febbraio, una rappresentazione cruda e reale di amore desiderio e consenso come territorio vivo, complesso, necessario.

Perché certe storie ci attraversano così a fondo.
Perché il desiderio dell’altro diventa uno specchio.
Perché alcune narrazioni queer parlano di una libertà che ancora fatichiamo a concederci.
Perché consenso, potere e immaginario erotico plasmano il modo in cui impariamo ad amare.
La conversazione resta intima e diventa radicale. Psicologia, sessualità, cultura pop e vissuto personale si intrecciano in tempo reale, con il pubblico chiamato a entrare nel dialogo, a fare domande, a condividere, a stare dentro ciò che si muove. Non uno spettacolo, ma un’esperienza condivisa.
Psicopompo diventa così uno spazio reale di ascolto e consapevolezza, un luogo in cui le storie smettono di essere racconto e diventano pratica.



