La comicità come gesto di libertà, il corpo come territorio di confronto, l’ironia come strumento per rovesciare le convenzioni. Simonetta Musitano porta il suo universo irriverente a Largo Venue, dove venerdì 6 novembre sarà protagonista di Maurizio Costanzo Shock, nell’ambito del festival All Inclusive+.
Una risata può essere una forma di disobbedienza. Arriva all’improvviso, attraversa una stanza, contagia gli sconosciuti. A volte lascia un piccolo senso di vergogna, come quando ci sorprendiamo a ridere di qualcosa che fino a un istante prima consideravamo intoccabile. Simonetta Musitano conosce quella sensazione e sembra divertirsi a prolungarla. La sua comicità si muove lungo il confine sottile che separa il desiderio dall’imbarazzo, la confessione dalla provocazione, l’identità dallo sguardo degli altri.
Sul palco porta il proprio corpo, la propria storia, le contraddizioni di una società che continua a osservare le differenze con una curiosità spesso maldestra. Ogni battuta è un piccolo spostamento di prospettiva. Gli uomini diventano creature fragili, il linguaggio rivela la propria violenza involontaria, le convenzioni sentimentali assumono contorni grotteschi. Chi ride finisce spesso per riconoscersi proprio nella figura che credeva di osservare da lontano.
Nata in Calabria, Musitano ha costruito il proprio percorso tra teatro e stand-up comedy, trovando nella parola pronunciata davanti a un pubblico una forma espressiva capace di accogliere le molte sfumature della sua personalità. La sua esperienza di donna transgender attraversa la scrittura, ma la sua comicità va ben oltre il racconto autobiografico. Parla delle paure degli uomini, delle aspettative che accompagnano il desiderio, della crudeltà nascosta nelle conversazioni più ordinarie. E soprattutto di quanto possa essere comico il bisogno umano di classificare tutto, persino ciò che per sua natura sfugge a ogni definizione.

La risata diventa allora un modo per sottrarre il corpo allo sguardo che vorrebbe possederlo. Musitano ribalta le domande, smonta i luoghi comuni, trasforma la curiosità indiscreta in materiale comico. Ogni volta che il pubblico pensa di aver capito dove finirà una storia, arriva una deviazione improvvisa. Il ritmo cambia, l’aspettativa si spezza, qualcuno scoppia a ridere.
Il suo è anche un racconto del potere. Di chi può pronunciare una parola senza subirne le conseguenze. Di chi viene osservato, giudicato, trasformato in oggetto di una battuta. Per anni la comicità popolare ha utilizzato corpi e identità considerati eccentrici come bersagli facilmente riconoscibili. Musitano cambia la disposizione delle parti. Prende il microfono e restituisce alla caricatura la possibilità di raccontarsi, di scegliere il proprio linguaggio, di decidere chi mettere in discussione.
La sua forza sta anche nel rifiuto di una comicità addomesticata, costruita per rassicurare. Le battute possono essere volgari, scomode, eccessive. Talvolta il pubblico ride, altre volte resta sospeso in un silenzio incerto. Anche quel silenzio partecipa allo spettacolo. È il momento in cui la risata incontra una domanda, e ciascuno è costretto a decidere quanto di ciò che ha ascoltato lo riguarda davvero.
La dimensione teatrale conserva qualcosa di irripetibile. Un microfono, un corpo, una platea. Gli sguardi si incrociano, le reazioni modificano il ritmo, una frase può cambiare significato attraverso una pausa. Sui social tutto si frammenta, viene estratto dal contesto, riprodotto all’infinito. Sul palco, invece, le parole restano legate al respiro di chi le pronuncia e alla presenza di chi ascolta.

È proprio questa relazione tra corpi, linguaggi e rappresentazioni a rendere particolarmente significativa la partecipazione di Simonetta Musitano ad All Inclusive+, il festival multidisciplinare ospitato dal Largo Venue di Roma dal 6 novembre al 18 dicembre.
Venerdì 6 novembre, alle ore 22, Musitano porterà in scena Maurizio Costanzo Shock, uno spettacolo che attraversa l’immaginario televisivo italiano attraverso una lente grottesca e dissacrante. Già nel titolo si avverte il richiamo a un mondo fatto di confessioni pubbliche, personaggi eccentrici, rituali mediatici e identità trasformate in spettacolo. Un universo che sembra offrire alla sua comicità il terreno ideale per giocare con le contraddizioni della rappresentazione.
L’appuntamento si inserisce in un festival che mette al centro il rapporto tra identità e linguaggio, intrecciando teatro, danza, musica e poesia e riconoscendo nell’accessibilità una componente del progetto artistico. La performance sarà accompagnata dalla traduzione in Lingua dei Segni Italiana, all’interno di un percorso che intende ampliare le possibilità di partecipazione e di incontro tra pubblici differenti.
E forse proprio qui la presenza di Musitano trova il suo significato più interessante. L’inclusione riguarda anche la possibilità di essere contraddittori, di provocare, di utilizzare l’ironia per mettere in crisi le aspettative. Riguarda la libertà di raccontare la propria esperienza senza doverla trasformare continuamente in una lezione.
La risata, del resto, possiede una natura imprevedibile. Può ferire, liberare, avvicinare, dividere. Può rendere evidente la violenza di una convenzione oppure mostrare l’assurdità di un pregiudizio. Nelle mani di Simonetta Musitano diventa un gesto profondamente teatrale, una forma di presenza che rivendica il diritto di essere ascoltata.



