Chiara Raggi: una “musica di seta” per raccontare la natura e la pazienza

Cantautrice, compositrice, produttrice, fondatrice di un’etichetta discografica e magazine on-line. Chiara Raggi è un’ artista raffinata e delicata come un filo di seta Il suo nuovo album “La natura e la pazienza”, accompagnato da un’orchestra di 15 elementi, è un’acquerello, un viaggio senza meta e senza tempo che percorre mosaici di emozioni e ricordi. Una “musica di seta”, proprio come il nome del progetto fondato da Chiara dedicato alla musica d’autrice attraverso la creazione di un’etichetta discografica, un magazine online e l’organizzazione di eventi

Chiara Raggi: un mosaico per comporre tutte le nostre anime

Un viaggio senza passaporto, senza una meta da raggiungere, senza obiettivi. Un orizzonte di tregua, oltre il quale cessa ogni rumore di guerra. Destini inconciliabili che trovano una trama comune attraverso parole scritte per guarire, scritte per amare. Lacrime che assumono vita e forma e che si compongono in un mosaico di condivisione. “La natura e la pazienza”, l’ultimo disco di Chiara Raggi, è una delicata e consapevole riflessione musicale sulla necessità di infrangere gli equilibri per crearne nuovi, sull’urgenza di trovare una via per convivere con noi stessi e comporre tutte le nostre anime. “Siamo fatti di parti diverse, alcune scomode, difficili – ci racconta -. C’è una convivenza da capire, la pazienza è quell’elemento che può permetterci di essere comprensivi rispetto a questa natura che non abbiamo scelto ma con la quale dobbiamo convivere”.

Chiara Raggi

L’unica gioia al mondo è cominciare.
E’ bello vivere perché vivere è cominciare, sempre ad ogni istante

Una citazione dal “Mestiere di vivere” di Cesare Pavese, che Chiara ha fatto diventare parte della propria essenza, come una seconda pelle. Cominciare significa anche non curarsi della meta, ma cercare di partire, sempre e comunque, anche senza una bussola, anche se i punti cardinali sembrano incrociarsi in maniera quasi casuale. Navigare a vista, che non significa abbandonarsi alle onde, ma cercare sott’acqua la propria vera natura ed emergere trasportati da un vento che ci spinge verso direzioni che appaiono quasi inconciliabili rispetto alle attese. “Cominciare è più importante che finire, perché il cuore dell’uomo è un cuore desiderante. E, in questo senso, ‘navigare a vista’ è un’espressione che fa parte della vita di tutti; per molto tempo è stata negativa, ad un certo punto per me ha smesso di esserlo, perché sono ripartita da una crisi nella scrittura e ho iniziato a navigare a vista per viaggiare davvero nella mia vita”.

Il progetto “Musica di seta”

Un viaggio che ha portato Chiara a fondare “Musica di seta”, un brand dedicato alla musica d’autrice mediante la nascita di un’etichetta discografica, un magazine on-line e l’organizzazione di eventi. “Da tanto tempo volevo dare vita ad una realtà autonoma, un progetto polivalente che si occupasse delle musica d’autrice e di tutte le figure professionali che ruotano intorno a quest’ambito”.

Il logo di Musica di Seta

Una musica preziosa e complessa come la seta, in grado di “vestire” in maniera elegante e raffinate le trame sonore delle cantautrici che hanno aderito al progetto. Un’idea che nasce dalla consapevolezza di un gap ancora da superare. “Questo progetto nasce dall’esigenza di far fronte ad una discrepanza di spazi fra uomini e donne nel mondo della musica. Nel momento in cui questi spazi verranno riempiti, sarò la prima a voler inaugurare un brand tutto al maschile chiamandolo, magari, “L’urlo di Tarzan”.

Ad oggi, però, per molti risulta ancora difficile pensare che una donna possa essere non solo interprete, ma anche in grado di scrivere, arrangiare, produrre; ricoprire questi ruoli che, nell’idea comune, sono solo destinati agli uomini. Una donna non può permettersi di commettere errori, perché porta dietro con sé un’intera categoria”.

Un modus pensandi da cambiare attraverso la musica e tutto quello che le gira intorno, perché è l’unico modo per trovare “Il giusto posto per cambiare, ll lato opposto del recriminare. E, con pazienza, ricostruire”.

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