La Municipàl: ripercorrendo Via Coramari dieci anni dopo

La Municipàl, a dieci anni di distanza, ripercorre le strade del suo primo singolo “Via Coramari”, con un nuovo splendido video “Ritorno a via Coramari”, che riprende le fila di una storia musicale ed umana che partendo da questa strada di Ferrara ha attraversato tutta l’Italia

Non dire niente, restiamo ad ascoltare

Via Coramari non è soltanto una strada di Ferrara, ma un luogo dell’anima. Un punto di incontro nel sogno, un rendezvous di amori che da dieci anni nascono, fioriscono e, perché no, muoiono sul selciato musicale di questa via. Questo asfalto, dove le biciclette continuano a fare a gara, dove suonano le chitarre scordate delle ronde e si sente l’eco lontanissimo di vecchie canzoni comuniste, ha accompagnato i primi passi de La Municipàl, che ha scelto proprio “Via Coramari” come primo singolo nel 2013.

Una canzone, un video e una band che nascono, quasi per caso, per far da cornice ad un amore. Carmine Tundo, infatti, dopo aver litigato con la propria ragazza decide di scriverle una canzone e di farle un regalo per riconquistarla: è un grande fan del cartoonist e video performer Hermes Mangialardo e lo contatta per realizzare un videoclip che raccontasse la loro storia.

Via Coramari – 2013

Il video è un delicatissimo capolavoro di poesia e condivisione: centinaia di fogli retti da mani diverse diventano un cartoon che racconta una storia d’amore privata che si fonde con il tessuto della città. Dopo 10 anni  Carmine e Hermes decidono di raccontare con un cortometraggio una storia con una trama ma anche La Storia della band da cui è partito tutto, con una tecnica sempre in stop motion (come il progetto originario) ma con le nuove tecnologie e con il supporto dell’AI.

E così Via Coramari, dieci anni dopo, continua a parlarci, continua a descrivere con le immagini i silenzi e i rumori di un amore. Un amore che riesce a cancellare il dolore e che diventa sottofondo da ascoltare mentre scorre sulla pelle. E mentre ascoltiamo “Ritorno a via Coramari” riusciamo a ricordare quello che eravamo e sorridere a quello che siamo diventati e “ci addormentiamo sempre più felici, più felici”.

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