Spaghetti Festival, il futuro passa dal palco

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Oltre seimila presenze per la seconda edizione del festival romano. Tra i live più convincenti, la crescita di Tära e la sintonia senza tempo di Maria Antonietta e Colombre raccontano una scena indipendente che continua a rinnovarsi.

La Città dell’altra Musica

Per tre giorni la Città dell’Altra Economia è tornata a essere uno dei punti di riferimento della musica indipendente romana. La seconda edizione dello Spaghetti Festival ha richiamato oltre seimila persone a Testaccio, consolidando un progetto che continua a crescere senza rinunciare alla propria natura: un festival costruito intorno alle canzoni, agli incontri e a quella dimensione di prossimità che da sempre caratterizza l’universo di Spaghetti Unplugged.

La line up ha accostato artisti appartenenti a sensibilità differenti, senza affidarsi alla logica del grande nome. Ketama126, Faccianuvola, Il Mago del Gelato, Angelica Bove, Asp126, Ugo Borghetti, Nico Arezzo e i protagonisti del Future Stage hanno dato forma a un cartellone coerente, capace di raccontare lo stato di salute di una scena in continuo movimento.

Tra le esibizioni più convincenti spicca quella di Tära, che conferma dal vivo una personalità artistica sempre più definita. La sua scrittura procede con misura, lasciando che siano le immagini e il peso delle parole a costruire la tensione emotiva dei brani. Sul palco evita qualsiasi ricerca dell’effetto, affidandosi a una presenza discreta ma magnetica, capace di catturare l’attenzione senza mai forzare il registro. Ogni canzone sembra trovare una nuova profondità nel rapporto diretto con il pubblico, tra silenzi, sfumature e un’intensità che cresce lentamente fino a diventare il tratto distintivo dell’intero set. È uno di quei concerti che restano addosso ben oltre l’ultima nota e che spiegano, meglio di qualsiasi slogan, il valore del percorso di scouting costruito negli anni da Spaghetti Unplugged.

Se Tära rappresenta uno sguardo sul futuro della nuova scena cantautorale, Maria Antonietta e Colombre continuano a incarnarne una delle espressioni più solide. La loro complicità artistica si riflette in ogni dettaglio del live: due voci che dialogano senza sovrastarsi, arrangiamenti essenziali e una scrittura che conserva tutta la sua forza proprio quando sceglie la sottrazione. L’intimità dei brani trova sul palco una dimensione ancora più autentica, trasformando il concerto in uno dei momenti più partecipati dell’intero festival.

A ribadire la vocazione del progetto è stato anche il Future Stage, dedicato agli artisti emersi dal percorso di Spaghetti Unplugged tra Roma e Milano. Più che un palco parallelo, continua a essere il luogo in cui osservare da vicino le traiettorie della nuova musica italiana. A conquistare pubblico e direzione artistica sono stati gli Ejent, band toscana che, grazie al sostegno di SIAE, riceverà un contributo di quattromila euro destinato allo sviluppo del proprio progetto.

Lontano dai riflettori del palco principale, il festival ha mantenuto intatta la propria dimensione collettiva. Talk, podcast dal vivo, stand up comedy, dj set, il market indipendente e la tradizionale spaghettata di mezzanotte hanno trasformato gli spazi della Città dell’Altra Economia in un luogo da vivere prima ancora che da attraversare, dove la musica diventa occasione di incontro e condivisione.

La giornata gratuita de La Festa di Roma, organizzata insieme all’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale in occasione dei Santi Pietro e Paolo, ha ampliato ulteriormente il dialogo con la città, coinvolgendo pubblici diversi tra concerti, attività per bambini, mostre e podcast.

Il dato delle oltre seimila presenze racconta una crescita evidente, ma il valore della seconda edizione va cercato soprattutto nella sua coerenza. In un panorama sempre più affollato di festival costruiti attorno ai grandi numeri, Spaghetti continua a investire sulla qualità delle proposte, sulla ricerca e sulle relazioni che nascono sotto il palco. Una scelta che, anno dopo anno, gli sta ritagliando un’identità sempre più riconoscibile nel panorama della musica indipendente italiana.

Gallery e foto interne di Gianluca Moro

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