Nemici: Quando la musica diventa un campo di battaglia

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“Nemici”, il nuovo libro di Giuseppe Velasco pubblicato da Vololibero Edizioni, racconta i più incredibili scontri fra stars della musica. Litigi violenti e incontrollabili che hanno fatto storia molto più dei dissing.

Gli scontri memorabili nella musica

Capita a tutti di fermarsi e pensare: “finalmente un po’ di pace”. Effettivamente la tranquillità è una grande vittoria, se si pensa a quanto veloce andiamo. La pace poi, la cerchiamo nei rapporti umani, troppo spesso sporcati da inutili rancori. E proprio mentre scrivo queste parole ho un libro in mano e il suo titolo è “Nemici”.

Giuseppe Velasco è un autore, musicista e creatore di contenuti per i media e lo spettacolo. Laureato in Sociologia, ha pubblicato i libri Cuore di Picche (2017), Mario Vergine, un uomo tutto casa e chiesa (2018) e One Man Show (2021).

Nel suo nuovo libro “Nemici”, Velasco ci accompagna in un viaggio musicale dietro le canzoni più famose della storia, dove si nascondono spesso rivalità spietate. I capitoli sono dieci, dieci storie di musicisti e cantanti memorabili che, una volta sulla grande barca del successo, hanno distrutto o messo a repentaglio la loro stabilità nel nome di screzi gravi o meno gravi. Da Tupac e Notorious B.I.G. ai fratelli Gallagher, l’uno contro l’altro e uniti contro i Blur. Quanto sono vere le battaglie ora, con l’intromissione obbligata di social, sponsor vari ed eventuali? Sfide interne ed esterne, dai Pink Floyd a Simon & Garfunkel, fino ad arrivare alla rivalità tra Madonna e Lady Gaga.

“Nemici – Scontri memorabili nella musica pop”, pubblicato da Vololibero Edizioni, non è di certo una lista di gossip fine a se stessa. L’autore unisce la sua sensibilità artistica alle sue conoscenze in Sociologia, mappa l’evoluzione delle faide musicali e scava nei retroscena delle classifiche mondiali, dimostrando come spesso quelle faide non fossero solo capricci da star, ma lo specchio di fratture culturali, sociali e generazionali ben più profonde.

Una delle risposte che sembra arrivare netta e chiara al lettore è che la rivalità sia a volte in grado di generare creatività. Senza scontri forse la musica rischierebbe persino di essere noiosa. L’arte unisce, e il conflitto crea inaspettate conseguenze. Un altro quesito che sorge spontaneo è su quanto la fama sia in grado di distruggere la purezza dell’arte.

Sfogliando i dieci capitoli, emerge chiaramente come l’ego diventi una trappola: nei conflitti interni come quello dei Pink Floyd o degli Oasis, la vicinanza ravvicinata logora il talento, mentre nelle faide esterne come quella tra Tupac e Biggie, la rivalità si trasforma in una scacchiera geopolitica ed economica dove le etichette e i media monetizzano la tensione. Velasco analizza questo crinale ambiguo in cui il mercato fagocita l’autenticità. Più lo scontro si fa aspro, più vende; più vende, più gli artisti sono costretti a recitare la parte dei cattivi, perdendo di vista la musica per diventare ostaggi del proprio personaggio e dei contratti commerciali.

Ed è proprio tra le righe dell’ultimo capitolo, dedicato a Lennon e McCartney, che il cerchio di questo viaggio si chiude lasciando spazio a qualcosa di più intimo. Il nostro bisogno di riconciliazione torna a farsi sentire tra la scrittura agile e ritmata di Velasco, scrittura che permette di divorare il suo saggio in pochissimo tempo.

Il conflitto è senza dubbio parte dell’ingranaggio artistico, e gli artisti, in quanto essere umani, scendono di continuo sul sentiero di guerra. Ci sarà sempre la loro musica, che imperterrita, continua a cercare una tregua, un luogo comune in cui silenziare le armi.

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