Margherita Vicario accende la Pride Croisette: a Caracalla il Pride comincia dalla voce

Il live dell’artista inaugura la decima edizione della rassegna del Roma Pride alle Terme di Caracalla: musica, corpi, città e desiderio politico sotto il cielo di Roma.

Pop e tensione politica

Margherita Vicario ha un modo tutto suo di stare sul palco: non cerca la posa dell’icona, non addolcisce il conflitto, non trasforma il pop in superficie levigata. Lo prende, lo sporca, lo apre. Dentro la sua voce convivono ironia e nervo scoperto, teatralità e precisione, leggerezza e una forma di inquietudine politica che arriva senza bisogno di proclami.

Alla Pride Croisette questa postura trova una casa naturale. Il live dell’artista ha inaugurato la decima edizione della rassegna culturale del Roma Pride, dentro Jazz & Image, aprendo un mese che non si esaurisce nella parata ma si allarga in concerti, incontri, cinema, parole, notti condivise. Prima ancora del corteo, il Pride prende forma nei luoghi in cui i corpi si riconoscono, si cercano, si proteggono.

Vicario arriva a Caracalla con una lingua che le somiglia: popolare ma mai piatta, teatrale senza diventare posa, ironica anche quando tocca nervi scoperti. La sua musica tiene insieme elementi che spesso vengono separati con troppa fretta: desiderio e contraddizione, corpo e politica, festa e pensiero.

C’è qualcosa di potente nel vedere il Pride cominciare così: con una voce che non cerca solennità, ma presenza. Con una rassegna gratuita e aperta che porta la cultura fuori dalla nicchia e la restituisce alla città. Con Caracalla che, per una sera, smette di essere solo monumento e diventa spazio attraversabile, vivo, contemporaneo.

La festa, quando nasce da una storia di lotta, non è mai evasione. È memoria che respira. È un modo per dirsi ancora qui, ancora insieme, ancora capaci di desiderare più forte di chi vorrebbe restringere il campo.

Gallery a cura di Gianluca Moro

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