Queer Panic! Il panico ha cambiato lato del palco

QUEER PANIC! arriva al Castello Sforzesco il 28 giugno, in chiusura della Milano Pride Week. Una serata di stand-up comedy queer con Yoko Yamada, Romina Falconi, Laura Pusceddu, Diego Piemontese, Corinna Caso e Triana Cattin. Pinknoises.it è media partner.

Il punto non è dire che la comicità può essere politica. Detto così, ormai, significa poco. Il punto è capire chi ride, di cosa, da quale posizione, dentro quale spazio.

Il 28 giugno è l’anniversario internazionale dei Moti di Stonewall, la rivolta del 1969 a New York che ha segnato l’inizio del movimento moderno per i diritti civili LGBTQIA+. Portare una serata di stand-up comedy queer dentro uno spazio monumentale della città, all’indomani del Pride, significa fare una cosa molto precisa: spostare la comicità dal margine al centro, senza renderla più educata per l’occasione.

QUEER PANIC! nasce dall’esperienza di DRAMA Milano ed è prodotto da WORQ IT, agenzia che lavora su produzione, direzione artistica e management di talenti queer. Il format parte da un rovesciamento linguistico e politico: prende l’espressione “gay panic”, storicamente usata anche per giustificare intolleranza e violenza, e la restituisce a chi, per troppo tempo, è stato trasformato in oggetto della paura altrui.

Qui il panico non è più quello di chi guarda da fuori e pretende di stabilire cosa sia accettabile. È la forza comica di chi entra in scena e cambia il punto di vista.

La stand-up, quando funziona davvero, non consola. Non sistema. Non mette tutto a posto. Lavora sull’attrito. Prende una storia individuale e la espone davanti a una comunità provvisoria, fatta di persone che per un’ora condividono una stanza, un palco, una soglia di imbarazzo, un’intuizione comune.

In questo senso QUEER PANIC! non è interessante perché “parla di inclusione”. È interessante perché non si limita a chiedere spazio: lo occupa. E lo occupa con il linguaggio meno addomesticabile di tutti, quello della risata. Una risata che può essere feroce, tenera, laterale, scorretta, liberatoria. Una risata che non chiede di essere capita prima di esistere.

Sul palco del Castello Sforzesco ci sarà Yoko Yamada, una delle presenze più riconoscibili della stand-up comedy italiana contemporanea, arrivata al grande pubblico attraverso Italia’s Got Talent, The Traitors, LOL 6 e Comedy Central, dopo una stagione di sold out con il tour Stellina Scintillina.

Con lei Romina Falconi, cantautrice e performer capace di trasformare identità, pop, corpo e parola in una lingua sempre riconoscibile; Laura Pusceddu, Diego Piemontese, Corinna Caso e Triana Cattin, a cui è affidata anche la conduzione della serata.

Il cast costruisce una traiettoria plurale dentro la comicità contemporanea: non una quota, non un’etichetta, non un recinto tematico. Piuttosto una domanda aperta su cosa succede quando cambiano i soggetti che prendono parola e, insieme a loro, cambiano bersagli, tempi, immaginari, vergogne, ossessioni.

Perché il problema della comicità non è mai stato solo cosa si può dire. Il problema è sempre stato chi ha avuto il diritto di dire tutto, e chi invece è stato costretto a diventare materiale per le battute degli altri.

QUEER PANIC! lavora esattamente lì: nel punto in cui la battuta smette di cadere su un corpo e comincia a partire da quel corpo. Nel punto in cui l’esperienza non viene spiegata, ma agita. Nel punto in cui la minoranza non diventa contenuto, ma voce.

Per Pinknoises.it, che sarà media partner della data milanese, questa serata ha senso dentro una linea editoriale precisa: raccontare gli eventi culturali non come appuntamenti isolati, ma come luoghi in cui una comunità si guarda, si riconosce, si contraddice, si prende spazio.

Il 28 giugno al Castello Sforzesco non arriva semplicemente uno spettacolo di stand-up comedy. Arriva una forma di presenza pubblica. Una risata messa dove di solito si mettono le celebrazioni ufficiali, le posture composte, le parole già accettabili.

E forse il punto è proprio questo: non superare il panico, ma cambiarne la direzione

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