Alessandra Contini, un percorso lungo un Continente

Alessandra Contini è tornata alla musica con un album solista che racconta di sé e della lunga strada interiore che ha percorso in questi anni. Un’introspezione non facile, da cui uscire rasserenati.

Dal Genio e ritorno

Alessandra Contini era l’altra metà de Il Genio, insieme a Gianluca de Rubertis. 11 anni fa il duo aveva fatto ballare tutta Italia con il tormentone Pop Porno in cui la voce volutamente cantilenante della Contini, a metà tra l’ingenuo e l’allusivo, entrava nel cervello e rimaneva impressa al primo ascolto.

Dopo l’esordio col botto, de Il Genio si sono un po’ perse le tracce nonostante altri 2 album e un singolo inserito nel concept album Romanzo Criminale.

Chiusa l’esperienza con l’amico de Rubertis e dopo la parentesi electropop di Les Italiennes insieme a Daniela Chiara, Alessandra Contini ha deciso di farsi da parte. Di riequilibrare la propria vita allontanandosi dalla musica e dal suo ambiente e cominciando un lavoro di ricerca interiore che l’ha portata a tornare nella sua Lecce, dove ritrovare una nuova consapevolezza.

La passione per la musica però non si può mettere da parte e così negli ultimi 3 anni Alessandra Contini ha continuato a comporre e a scrivere ritrovandosi tra le mani 12 pezzi che avevano il sapore e la consistenza di un album.

Nuovi orizzonti

“Continentale” è un disco ben fatto, è una finestra spalancata su una donna nuova. Un lavoro di apertura interiore che senza dubbio sarà costato molta fatica ad Alessandra Contini ma che restituisce l’immagine di un’artista con una propria identità. Si percepisce la maturità di una donna che ha finalmente trovato il proprio habitat, il proprio posto, la propria indipendenza nei rapporti col mondo, con la modernità e con l’altro sesso.

Con i testi fa il paio una parte musicale mai banale, con rimandi agli chansonnier francesi e con una venatura rock che emerge soprattutto dal vivo.

All’Angelo Mai di Roma Alessandra Contini era accompagnata da Marco Ancona alla chitarra e da Francesco Pennetta alla batteria. Dal vivo “Continentale” suona più ruvido, più rock. Forse live Alessandra Contini riesce a mostrare ancora meglio l’entità e la portata del suo viaggio, le emozioni che ha percorso in questi anni.

Questo duplice metro espressivo lascia intendere che l’artista è matura, che questo rinnovamento è compiuto e solido. Su di una base così forte si può costruire senza timore di cadute improvvise, basta seguire il filo della propria coscienza.

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