Brando Madonia: la musica come manifesto della normalità

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Il giovanissimo artista catanese ha incantato il pubblico dell’Auditorium Parco della Musica aprendo il concerto di Max Gazzè. Un percorso musicale che, dopo la pubblicazione di due singoli come “I pesci non invecchiano mai” e “La Festa”, sfocerà in un disco solista. Le canzoni di Madonia sono bozzetti acustici, accompagnati da testi delicati che non rinunciano anche all’ironia.

Brando Madonia: “Canto l’alienazione della mia generazione e il desiderio di rivincita”

Pesci che non invecchiano e sono costretti a nuotare per sempre nello stesso mare o in un acquario. Cieli come trappole nere che stringono il collo. Tracce di esistenze disegnate sui muri di una città. Feste nelle quali confondersi, annullarsi, dalle quali scomparire. Canzoni che rappresentano un manifesto intimo, la ricerca di una normalità che consenta di superare l’alienazione.

Brando Madonia con i suoi primi due singoli, “I pesci non invecchiano mai” e “La festa”, traccia un percorso artistico dall’impronta personale. I due brani sono l’anticipazione di un album che verrà pubblicato per la Narciso Records, l’etichetta indipendente fondata da Carmen Consoli. Un percorso appena iniziato ma che lo ha già portato ad aprire il concerto di Max Gazzè all’Auditorium Parco della Musica.

“In una canzone come ‘La Festa’ affronto il delicato tema dell’alienazione, quella silente dimensione personale che ci estranea dalla società e, in generale, da tutto ciò che esiste e accade fuori di noi”. Una condizione che può rappresentare anche una presa di distanza da se stessi e alla quale reagire cercando la propria strada, al di fuori delle convenzione e degli status quo. Un desiderio di ripartenza espresso anche ne “I pesci non invecchiano mai”.

Una canzone fatta di pensieri, frammenti di emozioni, schegge di sensazioni da afferrare. “Come un sogno in bilico con la realtà che esprime il desiderio di rivincita, di una nuova partenza”.

Una traccia, un percorso illuminato da segnali musicali, da note che volano nell’aria, come i disegni di un bambino. Che partono dal passato per dipingere il futuro.

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