Amedeo Ciaccheri, presidente del Municipio VIII di Roma e Portavoce di Sinistra Civica Ecologista firma su Pinknoises un editoriale sul caso Spin Time. E spiega come questa realtà sia il vero cuore pulsante di una città che non vuole rassegnarsi alla brutalità
“Serviva il cuore irriverente di Spin Time per dimostrare che la città deserta d’agosto, deserta davvero non è.
Venti giorni dopo lo sgombero travisato da soccorso — la notte di mercoledì 29 luglio, quando un piccolo incendio ha fatto intervenire vigili del fuoco e questura, e la questura ha approfittato dell’emergenza per sgomberare circa 400 persone — Spin Time continua a essere un laboratorio urbano costretto a rilanciare per non cedere alla brutalità.

Uno spazio plurale per identità, linguaggio e strumenti di lotta come Spin Time oggi parla meglio di chiunque altro del corto circuito tra città e rendita, tra città e governo, con poca estetica della rivincita e molta capacità di riproduzione sociale.
Non (solo) un’icona, e questo fa tutta la differenza del mondo: se questo spazio è riuscito ad affrontare una traversata agostana dalla parte dell’umanità e chiamare all’appello la città migliore — generazioni differenti, competenze, movimenti e culture politiche, assieme a sindacati, artisti, movimenti studenteschi, partiti, amministratori locali — è perché al di fuori dell’evocazione i movimenti sociali, nonostante la paventata bassa stagione, sono vivi.
C’è chi si occupa di far vivere spazi abitati anche quando vengono messi sotto scacco.
Spin Time è stato ed è uno spazio di produzione culturale indipendente in un tempo in cui nuovi laboratori dal basso sembravano ormai storie del passato: le sue famiglie, i laboratori sociali, la falegnameria, Scomodo, la sala concerti, lo sportello di tutela sociale, il coworking, ecc. ecc. Centinaia e centinaia di persone dentro e fuori le mura, una casa per il polo civico Esquilino, un piccolo quartiere per un grande quartiere multietnico, una scuola, una città nella città, ormai riconosciuta nel mondo.

Uno spazio abitato, tutto abitato, solidarietà laica e solidarietà ecumenica, che non evoca ma pratica alterità e un altro modello di sviluppo urbano. Una strada può allora momentaneamente diventare frontiera di umanità per una comunità intera, punto di convergenza dove movimento e Amministrazione, collettivo e sindaco si trovano insieme a mettere in comune obiettivi e programma per sovvertire l’ordine definito dalla controparte: un governo di estrema destra pronto a usare ogni leva per manovrare il capitale speculativo che prosciuga la città.
La storia di Spin Time e degli spazi di via di Santa Croce è esemplare: uno spazio pubblico cartolarizzato dal Governo Berlusconi per diventare proprietà esclusiva di Investire SGR, fondo di investimenti privato. È la nuova geografia del potere a determinare il fronte: da un lato la città comune, fatta di movimenti, cittadinanza e dei suoi istituti di sovranità — l’amministrazione, la chiameremmo — dall’altra l’ipernazionalismo di governo, la donna o uomo solo al comando, il “cattivismo” che arruola la finanza globale.

Settimane di presidio hanno dato una prima risposta senza strumenti d’emergenza ma con politiche e risposte straordinarie alle famiglie di quella che era divenuta in 13 anni un modello di abitare cooperativo. Oggi la sfida per l’acquisizione pubblica continua ma coglie la necessità di un’alleanza più larga, che scenderà in piazza il prossimo 19 settembre a Roma, con un corteo nazionale indetto da Spin Time: Roma e non solo chiamate all’appello per la città pubblica e libera, contro il trumpismo alla matriciana di Meloni.

Il 19 settembre sarà allora il passaggio più importante: coagulare insieme le storie migliori di questa città e di tutto il paese, che hanno scritto un altro destino per le nostre comunità — politica, sindacati, movimenti, cultura che si riconoscono dentro una storia aperta dall’identità radicale. Il minimo che serve di fronte a uno sgombero così brutale e a tempi come questi”.
Amedeo Ciaccheri




