Cheap: la lotta è fica. L’arte che diventa corpo

Manifesti che si poggiano sui muri e li sfondano con la forza dei propri messaggi, con la potenza delle proprie immagini. Cheap, un progetto fondato a Bologna da sei donne, propone uno sguardo non obiettivo, non conciliatorio della realtà. Un’assenza di compromessi che diventa il punto di partenza per un’idea di ri-costruzione del corpo delle città. In occasione di Bande De Femmes 2020 Cheap incontrerà Lucha Y Siesta, una realtà che rappresenta un luogo fisico e simbolico di autodeterminazione contro ogni forma di discriminazione di genere.

Cheap: corpi, lotte ed alleanze per ridefinire le città

I muri che si staccano, prendono vita e forma, camminano e si confondono con spazi immobili da secoli. La geografia e la toponomastica di un luogo che diventa oggetto fluido, in perenne divenire, in eterna composizione e scomposizione. I cortei inimmaginabili durante una pandemia che si trasformano in volti e forme che non si piegano al silenzio statico ma diventano espressione dinamica di istanze non rinviabili. Cheap è un progetto di public art che ridefinisce sia l’idea di “pubblico”, sia quella di “arte”. I muri diventano non più “oggetto” ma “soggetto” di una lotta intersezionale e fisica. La testimonianza di un’inquietudine esistenziale che parte da un’immagine per diventare riflesso di testimonianze umane.

Cheap – La Lotta è Fica

Corpo e corpi che trasmigrano e non sono disposti a negoziare spazi nascosti, ma esigono visibilità. Una “lotta” fisica che permette di ridefinire arterie e vene delle città, che propone un’idea di società collettiva tutt’altro che semplificata o sintetizzata. Che si muove nei vuoti e cerca di riempirli di forma, sostanza, corpo e anima. E in occasione di Bande de Femmes 2020 Cheap incontrerà un luogo – anch’esso fisico e simbolico – come Lucha Y Siesta, un progetto politico che promuove nuove formule di welfare e di rivendicazione dei diritti a partire dal protagonismo femminile. A presentare l’incontro sarà Rita Petruccioli, una delle più importanti fumettiste europee, già protagonista con un suo poster del progetto “La Lotta è fica” organizzato da Cheap pochi mesi fa.

Rita Petruccioli per Cheap

Una lotta che non è mai fine a se stessa, che non può essere isolata, ma deve essere “concertata”. Ed è proprio questa parola a dare il nome all’ultima installazione di Cheap nel centro di Bologna realizzata a partire dalle fotografie di Michele Lapini, all’interno di We The People dal 2 al 7 dicembre 2020, ultimo atto di Atlas of Transitions un progetto europeo in forma di Biennale. Ancora una volta un corteo di corpi che avanzano con le braccia alzate. Braccia che non simboleggiano una resa, ma disegnano nell’aria il simbolo di una fica. Corpi non normati che reclamano l’accessibilità di uno spazio pubblico troppo a lungo impenetrabile. Corpi che contano perché rifiutano uno sguardo passivo rompendo la barriera fra mura e città, fra espressione ed azione. E diventano l’idea concertata di una lotta in grado di cambiare l’anima immobile di una città.

Perché la lotta (è) FICA.

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