La piazza delle Karma B: DDL Zan subito

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Le Karma B presentano la giornata del 15 maggio sul palco della manifestazione a favore del DDL Zan a Roma e diventano anche editorialiste di PinkNoises.it. Una giornata indimenticabile che ha visto la partecipazione di 120 realtà nazionali a sostegno del DDL Zan, e l’intervento dello stesso Alessandro Zan.

Editoriale delle Karma B

Quando ci hanno proposto di presentare la manifestazione in favore del DDL Zan, qualcuno potrebbe essersi chiesto quanto c’entrassero due drag queen con una manifestazione politica. La risposta è: moltissimo!

L’essenza stessa del fare drag, in fondo, è politica in ogni sua espressione, che lo vogliamo o no.

Oggi, però, tutti abbiamo fatto qualcosa di politico con la nostra  semplice presenza, che semplice non è, in quest’epoca in cui le battaglie sono condivise spesso solo sui social e non nelle piazze.

Non sembri fuori luogo parlare di battaglie e guerre, perché purtroppo ci sono vittime, aggrediti e aggressori.

Ma quale guerra ingiusta è mai una che conta feriti e caduti da una parte soltanto? 

Oggi, la nostra battaglia chiede alla politica di intervenire su una questione non più rimandabile, che riguarda la società tutta.

La violenza omobitransfobica è infatti un problema urgente che non riguarda solo le vittime, ma rappresenta il fallimento di un intero sistema che va quindi riassestato. Di fatto ci sono alcune categorie di persone che hanno bisogno di essere tutelate, non perché siano più deboli, ma perché altri sono più violenti. Non più forti, attenzione,  forza e violenza sono due cose distinte e spesso antitetiche.

Ognuno di noi, chiunque si senta minacciato, non deve essere costretto a difendersi, né a vivere nella paura, ma deve essere protetto adeguatamente. Questa forma di violenza infatti ha connotazioni,  motivazioni e obiettivi specifici ed è giusto quindi che abbia un trattamento legislativo ad hoc. 

La domanda a questo punto è: può la politica eliminare l’omobitransfobia con una legge?

Assolutamente no!

Deve la politica porre un argine alla violenza omobitransfobica con una legge apposita?

Assolutamente sì. 

Questo è quello che fanno le leggi, da un lato danno ordine a ciò che è già in atto nella società, dall’altro indicano un percorso verso il miglioramento della società stessa, attraverso l’acquisizione di nuove sensibilità e l’utilizzo di esempi, incentivi e deterrenti.

Noi artisti, se non sempre  esempi, possiamo almeno essere voci, facce, corpi, possiamo e secondo noi dobbiamo usare tutto ciò che è in nostro potere per dare risalto a istanze collettive, far sì che vengano ascoltate da più persone possibile e vengano prese in considerazione da chi ha il potere di cambiare le cose.

È così che l’arte  smuove gli animi, tocca le persone, ridisegna la società, cambia il mondo.
Certo, si dice che le cose per cambiare abbiano bisogno di tempo e che si debba aspettare il momento giusto per farle accadere.

Bene, siamo d’accordo: il tempo è questo, il momento è adesso. Approvate il DDL Zan. Ora!

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