Ilaria Pilar Patassini: “La mia rivoluzione in musica”

La cantante presenta il suo nuovo album “Luna in Ariete”. Un disco registrato durante la sua gravidanza che rappresenta una sintesi del suo percorso artistico e umano. Un lavoro intimo, rivoluzionario, delicato ed ironico

“Luna in ariete”: un disco che nasce da un’apnea

Intima, ironica, consapevole e rivoluzionaria. Ilaria Pilar Patassini con “Luna in ariete” estende il suo sguardo da una dimensione privata ad un “universo sonoro” che diventa scrigno di bellezza e fragilità. Un album che, come ci racconta, nasce da “una lunga, lunghissima apnea”.

La necessità di trattenere il fiato, di respirare a fondo, è stata determinata da una ricerca di una sintesi faticosa, ma costruttiva. “In questo disco ho cercato di raccontare le mie versatilità e le mie vocazioni, – ci spiega -. Percorrere una strada simile, che ti possa pienamente rappresentare e non lasciare dei vuoti, è faticoso. Mi sono resa conto, però, che per realizzare una sintesi dovevo anche arrivare a dei grandi ‘chi se ne frega’. Per attraversare questo percorso bisogna, prima di tutto, abbandonare le parti che qualcun altro ti aveva costruito addosso”.

Una maturità artistica ed umana che passa, quindi, per una rivoluzione tanto necessaria, quanto impegnativa. “Voglio cantare le mie parole e voglio cantare la mia musica. Questa è la grande rivoluzione di “Luna in Ariete. Questo album è la gestazione di un intero, di un’evoluzione umana fondamentale che è lunga, accidentata e dolorosa, ma accompagnata sempre dall’ironia”.

Un’ironia sottile come la corda di una chitarra, ma necessaria come una melodia. La stessa che Ilaria Pilar Patassini usa, in maniera anche amara, in una canzone come “La parte giusta del mondo”: “Qui nella parte giusta, lo sbagliamo il congiuntivo, perché a usarlo bene fa un po’ troppo intellettuale”.


Un’ironia che diventa anche un “test” per approcciarsi agli altri: “Ho molta difficoltà ad avere fiducia delle persone che non sanno ridere di sé, specialmente quando fanno mestieri creativi od espositivi.
Chi non sa ridere di se stesso forse ha finito di dire quello che doveva dire”.

La necessità di essere una portavoce

“Luna in ariete” spazia da temi intimi, come l’esperienza della maternità, a sguardi sociali lucidi, implacabili, senza filtri. In “Alla riscossa”, uno dei vertici dell’album, Ilaria Pilar cita un capolavoro della musica d’autore italiana, “Una storia sbagliata”, scritta da Fabrizio De Andrè e Massimo Bubola per la morte di Pasolini: “Alla riscossa mio paese inventato, da una storia sbagliata, raccontata al contrario”.

Il rapporto con l’attualità e la contemporaneità è uno dei leitmotiv di questo disco. “La parte sociale, di rapporto con il pubblico e anche di passione, di fuoco per quello che succede alla nostra società, non può non riguardarmi e non toccarmi. Spesso quando canto non mi sento una voce, mi sento più una portavoce”.

Un ruolo che è al tempo stesso un “grande dono, ma anche una grande croce”, che implica responsabilità, consapevolezza e trasparenza. “Assorbo quello che mi circonda e le emozioni come una spugna, proprio per questo ho usato il termine portavoce”.

Per Ilaria Pilar ogni secondo di un live o di una session in studio è sacro e sacrale. “Il palcoscenico e la registrazione sono un rito, io sono dentro questo rito”.

Un rito purificante, intimo, accogliente e creatore…come una luna in Ariete.

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