Sigma The Voice: la musica come cura per il Parkinson

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La musica come strumento per rompere i muri della propria condizione. Come medicina e cura, come martello che distrugge tutte le barriere fisiche e psicologiche. Elisa Rovelli, in arte Sigma The Voice, è una giovane rapper che a 11 anni ha scoperto di essere affetta da una rara forma di Parkinson giovanile. Una malattia che non le ha impedito di tradurre in barre le proprie emozioni e di fondare un’etichetta discografica, la Disability Records aperta a tutti quegli artisti che trovano nella musica un motivo di riscatto e di rivalsa

Sigma The Voice: con le parole rendo il buio più luminoso

Il buio che si allarga e stringe, morde e non fugge. L’oscurità che attraversa come una lama incandescente l’anima e il corpo. Le parole che si avvolgono su se stesse e seguono le oscillazioni dei muscoli. La voce come rete di protezione per rendere esplicito l’inespresso, per dare concretezza e forma al dolore. Elisa Rovelli ha scoperto all’età di 11 anni di essere malata di Parkinson. Una diagnosi che, invece di svuotare la sua anima, l’ha riempita di parole ed emozioni. Parole che sono diventate una seconda pelle e l’hanno portata a diventare Sigma The Voice. Il flow è diventato un flusso vitale, ininterrotto. Barre per descrivere la propria condizione, la propria natura di “reietta” e per ricostruire una nuova dimensione attraverso la musica. “Ho scelto le parole ‘The Voice’ per accompagnare il mio nome d’arte, perché volevo mettere in evidenza come la mia voce, di persona apparentemente normale, in realtà racconta la mia condizione di reietta nella società. Vorrei essere la voce di chi non ha spazio o non riesce ad urlare quello che prova”.

Elisa nel 2020 ha pubblicato due EP: il primo -“Ad arte” – contiene un singolo come “Nausicaa” che rappresenta la storia del suo percorso, mentre il secondo “Farsi in quattro” è stato realizzato e prodotto durante la quarantena. “Nausicaa è un mantra che mi incoraggia ad affrontare la vita nei suoi problemi, anche se in certi momenti sono costretta a camminare a carponi e le cure proposte, con la loro poca efficacia, non rendono giustizia alla mia voglia di vivere. Tutto ciò che mi motiva e mi cura veramente rimane la musica. La musica mi permette di rendere il buio più luminoso”.

Il video di Nausicaa

La Disability Records

Elisa è riuscita, grazie alla musica, a raccontare la propria condizione e farsi strada attraverso il buio e per questa ragione ha deciso di fondare con Alessio Pitoni (alias Adria The Reject, un rapper affetto da fibromialgia) un’etichetta, la Disability Records, che possa dar spazio a tutti gli artisti che, come loro, hanno fatto della musica un motivo di vita e di rivalsa.

 “Chi soffre della mia condizione è spesso svantaggiato rispetto agli altri. Io ad esempio partecipo con molta fatica ai live. Però sono convinta che i nostri limiti vadano superati ed è questo lo scopo dell’etichetta”. Un processo per guarire e per far guarire da molti pregiudizi: “Tutti i miei brani inevitabilmente hanno qualcosa che rimanda ad un disagio di fondo, ma il mio modo di scrivere spesso non troppo discorsivo, quasi anti-rap e non stereotipato, non te lo fa capire subito, ti insinua un dubbio. Cominci a farti domande ed è questo che a me interessa, oltre la musica: andare a colpire le persone sottopelle. È un processo di guarigione a distanza. Ma come tutte le vere guarigioni, ci vuole tempo e pazienza”.

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