People not target: musica contro la guerra in Siria

People Not Target è una maratona in musica all’Angelo Mai di Roma organizzata dalla Ong “Un ponte per”, l’unica ancora operativa nel Nord Est della Siria. Un concerto-evento per sostenere la popolazione civile colpita dall’attacco turco

La volontà di esserci

“Persone, non bersagli”, People not target. Una distinzione che dovrebbe essere scontata, ma che diventa necessaria in un’area geografica come il Nord Est della Siria nella quale i civili, gli ospedali, le scuole, i medici, sono trasformati in obiettivi, in punti al centro di un mirino. L’Ong italiana “Un ponte per” ha lanciato questo slogan per sensibilizzare anche il nostro paese a quello che spesso non viene filtrato dai grandi media. People not target è anche il titolo della maratona musicale di mobilitazione civile organizzata l’otto novembre all’Angelo Mai di Roma. L’intero ricavato della serata è stato destinato alla popolazione civile colpita dalle violenze e dagli attacchi turchi.

Sul palco si sono alternati Diana Tejera, Angela Baraldi, Filippo Gatti, Lucio Leoni, Mimosa Campironi, Pino Marino e tantissimi altri artisti, che hanno voluto dare un segnale, attraverso le proprie canzoni, della propria volontà di “esserci”.

People
People Not Target (Foto Arianna Bonelli)

Vite che si esprimono in maniera potente

“Esserci è difficile perché tendiamo tutti a non essere – spiega Pino Marino -. Perché essere implica uno spostamento, un’evoluzione, un’incognita, essere è un movimento continuo. Ognuno di noi, a prescindere dalla dimensione che rappresenta nel contesto sociale, è obbligato a fare un centimetro al giorno per il suo spostamento ed automaticamente sarà lo spostamento di chi lo vede e di chi lo circonda”.

Il video racconto dell’evento all’Angelo Mai

Esserci significa anche constatare come quello che avviene in Siria non sia cronaca, ma entri di forza nella storia. “Ci sono vite che si esprimono in maniera potente e nuova. La risposta del popolo curdo è il più grande esempio su tutti, è la risposta al fatto che l’idea di vincitore e l’idea di vinto è falsata, è un’idea patriarcale – spiega Giorgina Pi di Angelo Mai/Bluemotion -. Noi non stiamo in un momento che ha a che vedere con la cronaca, noi stiamo in un momento che ha a che vedere con la storia”.

Il dovere di alzarsi in piedi

“Dobbiamo guardare lontano per vivere in pace”. Con questa canzone Filippo Gatti, ex leader degli Elettrojoyce ha espresso la necessità di prendere una posizione, di non spostare lo sguardo su traiettorie più comode e più confortanti. “Non possiamo continuare a delegare la nostra vita a quello che ci viene insegnato dall’alto, dobbiamo fare la cosa giusta in questo momento della storia – spiega -. Dobbiamo essere al fianco di chi ha ragione, non possiamo continuare a fare finta che non sia così. Ora chi non si alza in piedi non è più innocente, non può più dire che non l’ha fatto perché non ha capito”.

People not target
Mimosa Campironi live People Not Target

“La terza guerra” è il primo disco di Mimosa Campironi, un titolo che appare quasi profetico, nella sua tragicità. La musica come specchio dei tempi, ma anche come strumento per creare legami, per rafforzare la conoscenza, per trasformare i brividi in reazioni concrete. “Abbiamo bisogno di cantare perché è l’unico modo che abbiamo per riuscire a trasmettere un’emozione agli altri – dice -. E non c’è niente di meglio dell’empatia per far capire cosa succede ad altri esseri umani”.

La campagna di sostegno per l’Angelo Mai

Ad essere trasformata in bersaglio, in questi mesi, è stata anche la cultura. Gli incendi dolosi che hanno colpito la Pecora Elettrica e i due furti in poco meno di un mese subiti dall’Angelo Mai, sono espressione della volontà di trasformare luoghi di condivisione di idee in bersagli.

Angelo Mai (foto Arianna Bonelli)

Bersagli che, se fossero abbattuti, priverebbero l’Italia e Roma di spazi imprescindibili. Arci Roma, per questa ragione, ha lanciato una campagna di sostegno dal basso per l’Angelo Mai. “Non ci sorprende che venga attaccato uno spazio con chiare passioni politiche. Un danno enorme rispetto alle possibilità e alla fatica con cui negli anni, grazie al contributo di migliaia di persone, l’Angelo Mai è stato costruito. Ci sono persone, luoghi e esperienze che in alcuni momenti diventano più fragili degli altri. È il momento allora di viverli e proteggerli ancora di più”.

(foto di Arianna Bonelli)

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