Logan Richardson e le traiettorie del suono

Il 17 febbraio Logan Richarson, uno dei sassofonisti più emblematici del jazz attuale si esibirà a Roma nel clima soffuso ed elegante di Cantina & Maison Rosé. Il live inaugura “Contemporanea” una rassegna sul jazz che parla al presente rivolgendosi al futuro.

La ricerca di un equilibrio

La musica di Logan Richardson non avanza in linea retta. Si muove per scarti, per deviazioni improvvise, come se ogni frase avesse bisogno di perdersi prima di trovare una forma. Il suono si addensa e subito dopo si ritrae, lascia zone d’ombra, corridoi aperti, spazi in cui l’ascolto resta sospeso. In Logan Richardson c’è una tensione costante tra controllo e cedimento: niente virtuosismo esibito, piuttosto una ricerca ostinata di equilibrio dentro qualcosa che continua a muoversi.

l suo sax evita il centro, preferisce i margini, le zone dove il suono diventa più poroso, quasi fragile. Le note non chiudono, aprono. Anche i silenzi funzionano come superfici di rimbalzo, punti da cui ripartire in un’altra direzione. È una musica che non cerca stabilità ma presenza, e proprio per questo resta addosso più a lungo.

Domani questa materia sonora attraverserà Cantina e Maison Rosé, inaugurando la prima serata del Contemporanea Festival. Un inizio coerente: una musica che vive di rischio per aprire una rassegna dedicata alle forme vive del presente.

Uno spazio in cui ogni dettaglio emerge senza mediazioni: il respiro nello strumento, l’attrito delle ance, l’istante in cui una frase prende forma. Non uno spettacolo da osservare a distanza, ma un ascolto immerso, quasi tattile.

L’inizio di un festival e, allo stesso tempo, qualcosa di irripetibile: una stanza, un suono, un tempo in cui la musica ridefinisce tutto il resto.

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