Anna Castiglia è una delle voci più originali della nuova scena musicale italiana, vincitrice della Targa Tenco come Migliore Opera Prima, ha deciso di partecipare alla nostra iniziativa del 25 Aprile regalandoci uno dei suoi testi più lucidi e ironici. Quella “participio presente” che racconta la condizione degli artisti emergenti nel nostro paese.
“Per esprimere ciò che la parola “resistenza” rappresenta per me ho scelto una canzone coniugata al participio presente, il manifesto o anche solo il punto di vista di un sottobosco musicale, nascosto dalla tv e dall’occhio del grande fratello: quello dell’artista emergente.
Una condizione di eterno presente, una gavetta infinita fatta di compromessi e proposte indecenti che tutti i giorni ti spingono a chiederti “perchè lo sto facendo?”, perchè l’obiettivo è mirare al participio passato, alle terre emerse.
Nonostante quella degli e delle emergenti sia una corsa in autostrada, la loro presenza nella biodiversità musicale è fondamentale, rappresentano un’alternativa a ciò che i grandi mezzi di comunicazione di massa decidono di farci vedere ma soprattutto popolano spesso spazi culturali o strettamente musicali che altrimenti sarebbero già chiusi, quindi si tratta di una solida catena di resistenza fatta da tutte le persone che resistono alle leggi di mercato semplicemente organizzando un festival indipendente o una piccola rassegna o producendo il proprio album senza fondi di multinazionali. Ripeto, è l’alternativa, l’esempio che si può fare e che si può preferire una strada di campagna all’autostrada”.
Anna Castiglia
Sono emergente, tempo presente
Stato indipendente che vorrebbe una conquista
Essere colonia, pista di atterraggio
Per un’etichetta senza un equipaggio
Ma il problema è che la piattaforma è stretta
No, non è un problema perché la mia forma è piatta
Le vogliamo più formose nel nostro roster
O che almeno suonino male una Telecaster
Vorrei essere emеrgenza, come l’ambulanza
Vorrei avere prevalenza, uscire dalla stanza
Ma sono a piedi in mezzo alla strada
E se mi vedi non mi riporti a casa
A piedi in circonvallazione
Imbottigliata in una coniugazione
Participio presente, la parola “emergente”
Sembra un aggettivo, ma è uno stato di mente
Uno sano di mente non accetterebbe la proposta indecente
Che mi farà spazio tra la gente, eh-eh, che mi darà sazio
Non costa nulla chiedere preventivi
Non come assorbenti o conservativi
Che ho messo nella testa per non spendermi troppo
Ma mi bloccano anche le tube di Falloppio
Scoppio se mi dici ancora che ti piace la mia musica
Ma metti “mi piace” solo alla mia forma fisica
Che pesante, sei troppo critica
Per monetizzare devi fare un po’ la stupida
Participio presente, la parola “emergente”
Sembra un aggettivo, ma è uno stato di mente
Uno sano di mente non accetterebbe la proposta indecente
Che mi farà spazio tra la gente, eh-eh, che mi darà sazio
Non avere fretta
Qui non c’è nessuno che ti aspetta
Qui non c’è successo che ti spetta
Dammi retta, fai la givetta
Aspetta il testimone, come nella staffetta
Ma rispetta il limite dei trenta
Quaranta, sei fuori dalla conta
Conta, cunta, canta, non importa
Speri di lasciare la tua impronta
Ma per loro tu cammini storta
Anche se sei pronta
Na-na-na-na-na
(Na-na-na-na-na, na-na-na)
Participio presente, la parola “emergente”
Sembra un aggettivo, ma è uno stato di mente
Uno sano di mente non accetterebbe la proposta indecente
Che mi farà spazio tra la gente, eh-eh, che mi darà sazio
Non sei più sottopagato
Quando difendi un principio sbagliato
Raccomandato dai problemi del passato
Quando diventi participio passato




