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“Resistenza vuol dire tenersi stretto un limite e non muoverlo. Quotidianamente siamo spronati, e subdolamente portati, a spostare il limite di quello che consideriamo tollerabile in termini di notizie, in termini di immagini di guerra, in termini di attualità, in termini di sovrapposizione fra numeri e qualità artistica. C’è questa tendenza quotidiana di spostare sempre di poco quello che è accettabile in modo che ciò che è passato ci sembri tollerabile. Per me resistere significa tenersi salda una linea e dire che oltre quella non si può andare”


