Giovanni Ansaldo: musica e resistenza

Giovanni Ansaldo, penna musicale de L’Internazionale, ci racconta la sua idea di resistenza attraverso la musica.

Per me la resistenza è Bad Bunny che ricorda che l’America non sono solo gli Stati Uniti.

Per me la resistenza è Patti Smith che canta “A hard rain’s a-gonna fall” di Bob Dylan e si emoziona così tanto da dover interrompere il pezzo.

Per me la resistenza è Kendrick Lamar che dice che le persone nere se la caveranno, nonostante tutto.

Per me la resistenza è Bruce Springsteen che fa” Born in The U.S.A.” in acustico, il grido di dolore degli ultimi.

Per me la resistenza è Nick Cave che attraversa il lutto per la morte del figlio.

Per me la resistenza è Fabrizio De André che descrive la scimmia del Quarto Reich.

Per me la resistenza sono le voci delle persone oppresse a Gaza e in Cisgiordania.

Per me la resistenza è Robert Del Naja dei Massive Attack che si fa arrestare.

Per me la resistenza sono i Tinariwen che affrontano l’esilio.

Per me la resistenza è “Opposite People” di Fela Kuti.

Per me la resistenza è la vita di Víctor Jara.

Per me la resistenza è Fiona Apple che riflette sul trauma dello stupro.

Per me la resistenza è “Bella Ciao” cantata da Tom Waits, e non solo da lui.

Giovanni Ansaldo

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