Maker Faire: il domani è oggi

Maker Faire è la fiera della creatività e dell’ingegno.

Sogni e visioni che diventano realtà concrete e che aprono una porta sul futuro. Una dimensione nella quale l’immaginazione abbraccia il presente e non esiste alcuna separazione fra “umano” ed “artificiale”

Il futuro a portata di mano

Domenica si è chiusa l’edizione romana del Maker Faire, la fiera dell’innovazione e del futuro, seconda per importanza dopo quella che si tiene negli Stati Uniti.

La fiera è il punto di riferimento per tutti i makers, i creatori, i sognatori europei, che ogni anno si riuniscono in migliaia a Roma per condividere le proprie scoperte e tracciare una piattaforma comune alla propria idea di futuro.

Un evento unico in Europa che l’anno scorso ha toccato il record di presenze di oltre 105.000 spettatori e che quest’anno ha ampiamente superato questo traguardo.

L’essenza del Maker Faire è il contatto diretto fra il pubblico e i makers. La possibilità di partecipare in prima persona al racconto e ai dettagli di una scoperta, l’opportunità di toccare con mano le creazioni.

Un’occasione che, in particolare, coinvolge i più giovani. I bambini sono incentivati a stimolare la propria creatività utilizzando la tecnologia come strumento, mentre gli studenti universitari, nei padiglioni della Fiera di Roma, presentano le proprie creazioni.

Maker Faire è, per queste ragioni, il più grande “incubatore europeo”: una fabbrica di sogni nella quale i sogni stessi si possono toccare con mano. Uno sguardo verso in un futuro che non è astratto, ma è realtà concreta, viva, a portata di mano.

Ecologico innovativo e Smart: le soluzioni dal futuro prossimo

Le invenzioni mostrate nel Maker Faire non nascono come proposta per creare nuovi bisogni, ma come risposta a domande e a problemi già esistenti.

Ad esempio, all’esigenza di poter disporre di energia elettrica sempre e ovunque risponde la pala eolica portatile e richiudibile in uno zaino di appena 13 kg di peso.

Alle necessità dei portatori di handicap affetti da ipomobilità, guarda una linea di vestiti progettata ad hoc. Speciali sistemi di chiusura facilitano il semplice e quotidiano gesto di vestirsi con una mano sola mentre capi realizzati su misura permettono di compensare eventuali differenze nello sviluppo degli arti.

Anche l’arredamento di una casa può essere adattato alle esigenze di un disabile trasformando un armadio difficilmente accessibile, in una forma nuova e più ergonomica.

Una ricerca costante che coinvolge anche il campo dell’intelligenza artificiale con lo sviluppo di sistemi automatizzati volti ad aumentare la sicurezza stradale o ad ottimizzare il ciclo del trattamento dei rifiuti.

Particolare attenzione in questa edizione è stata rivolta all’agricoltura.

Nei padiglioni della fiera dell’innovazione sono presentate soluzioni ecosostenibili di coltivazioni idroponiche.

Dal piccolo orto domestico, coltivabile in una teca dal design elegante da poter sfoggiare come vero oggetto di arredamento, fino alle coltivazioni su larga scala, come quella proposta sugli enormi acquari.

Non solo, questa edizione ha illustrato anche progetti per la coltivazione in container stagni in grado di far crescere piante su pianeti diversi dalla terra, creando ecosistemi autonomi, indipendenti ed autosufficienti.

Pianeti da raggiungere magari con i prototipi di razzi spaziali riutilizzabili che aprono le porte all’esplorazione spaziale da parte di privati riducendo i costi economici ed ambientali delle missioni.

Nuove forme di intrattenimento

Dalla piccola esigenza quotidiana da soddisfare anche con un oggetto prodotto in casa alle sempre più evolute stampanti 3d, fino all’esportazione della vita su pianeti lontani passando però da un’altra necessità dell’uomo, il nutrimento dell’anima.

A questa esigenza risponde il progetto A-MINT sviluppato da Alex Braga con l’università di Roma Tre. In collaborazione hanno realizzato un sistema di intelligenza artificiale in grado di suonare un pianoforte insieme ad un pianista, creando tappeti sonori improvvisati sulla base della melodia.

Giocosi e divertenti sono i robot giganti della “One Love Machine Band” dell’artista Kolja Kruger costruiti con pezzi di scarto di autovetture che suonano veri strumenti musicali.

Altri androidi sono invece progettati per giocare una partita di calcio o per competere in una gara di corse.

Perché il domani avrà anche bisogno di nuove forme di intrattenimento.

Maker Faire è una finestra aperta sul futuro e l’aria che si respira è quella fresca e rigenerante dell’innovazione. Un’innovazione che non appare lontana, ma che è reale, concreta, vivida, che diventa materia per realizzare i sogni e condividerli con gli altri.

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