Dal 17 giugno al 6 Luglio, in occasione del Medimex 2026, il MArTA di Taranto ospiterà la mostra “Roberta Bailey: The Ramones, CBGB’s and New York City”. Un evento che racconterà i luoghi e la storia della band che ha contribuito a creare il punk e un immaginario indelebile.
Quattro Ragazzi, un muro: il Punk nasce qui
New York, Lower East Side, 1976.
Quattro ragazzi appoggiati a un muro scrostato. Giubbotti di pelle ora troppo larghi, ora troppo stretti. Jeans sdruciti e sneakers lerce.
E gli occhi. Occhi determinati (Johnny), distratti e fluttuanti (Tommy), troppo timidi per guardare in camera (Joey), smarriti e persi probabilmente agli angoli di una strada diventata mercimonio del corpo (Dee Dee).
Una posa contratta, quasi anti-estetica, anti-glamour. Una semplice foto. Uno scatto che, però, ha rivoluzionato la cultura contemporanea. Quattro ragazzi che, nel momento del flash, probabilmente non erano consapevoli di cambiare per sempre il mondo, non solo quello della musica.
Comincia proprio con questa iconica (mai il termine è stato più giustificato) foto la storia dei Ramones e, nonostante le disquisizioni temporali di alcuni critici, del punk. Un’immagine che invece di attirare sembra fatta per respingere, per allontanare lo sguardo, ma che grazie alla tensione, all’emotività mal celata dai membri della band e dal quel muro così segnato eppure così contestualmente avvolgente, diventa simbolo di una generazione, di una voce, di uno “one, two, three, four” che cambierà per sempre le nostre vite.
Dietro quell’obiettivo c’è Roberta Bailey che nel suo percorso aveva avuto già l’occasione di lavorare a Londra con Malcolm McLaren (il futuro deus ex machina dei Sex Pistols) e che poi si era trasferita a New York e aveva iniziato a lavorare al CBGB’s, un minuscolo club che di lì a poco diventerà il vortice della scena punk, il punto di non ritorno della live music nel mondo. L’incontro con la fotografia di Roberta è improvviso: soltanto tre mesi dopo aver comprato la sua prima macchina fotografica scatterà quella che diventerà la copertina del primo disco dei Ramones.

L’immagine non era mai stata pensata come una copertina, ma come illustrazione per la rivista “Punk”. Roberta, dopo aver scattato alla band alcune foto all’interno di un loft, decide di uscire con loro a fare una passeggiata per il quartiere. Un muro di mattoni sgretolato vicino a East Second Street e the Bowery, offre lo sfondo perfetto per la band. Smarrimento e identità, rabbia e ironia, orgoglio e timore. Speranza e paura. Desiderio e reticenza. In uno scatto si condensa tutto il mondo dei Ramones, tutto quello che hanno rappresentato con la loro musica.

La Mostra
A distanza di 50 anni, quel muro e quegli sguardi saranno protagonisti al MArTA della mostra “Roberta Bayley: The Ramones, CBGB’s and New York City”. Un evento che raccoglierà gli scatti più evocativi di una fotografa che ha contribuito a delineare la narrazione estetica del punk quanto le stesse band. L’archivio di Roberta è, infatti, una straordinaria mappa visiva ed emotiva del ciclone che ha travolto, ingoiato e sputato la musica contemporanea.
Il Medimex 2026, però, continuare a saltare a ritmo di punk anche con il project mapping “Hey! Ho! Let’s go!”, che verrà realizzato sulla facciata del Castello Aragonese di Taranto dal 19 al 21 giugno. Lo show ripercorre il viaggio di un’estetica nata ai margini — nei garage di New York, nei pub di Londra, nei muri coperti di manifesti strappati — e arrivata, decennio dopo decennio, a colonizzare stadi, pubblicità e culture di massa. Dai Ramones a Blink 182, passando per Sex Pistols, The Clash e Green Day, il video mapping racconta come la ribellione sia diventata linguaggio condiviso: come l’urlo si trasformi in slogan. Come il “No Future” sia diventato il nostro futuro.




