San Diego

San Diego con “ù” ritorna al passato.

San Diego torna con il suo secondo disco. E lo ha intitolato “ù”, come la lettera che sulla tastiera si trova vicino all’invio e che spesso si preme per errore. In questo disco pero, di sbagliato, c’è veramente poco.

Sonorità nostalgiche

Che San Diego rivolga il proprio sguardo verso il passato è piuttosto evidente. Già la scelta del nome d’arte, dedicato a Diego Armando Maradona evidenzia un’attenzione particolare verso i tempi che furono. Quelli che sfocati dai ricordi, carichi di nostalgia, sembrano sempre pieni di fascino. Quegli anni ’80 e ’90 che a chi li ha vissuti suscitano sorrisi ingenui e che odorano di treni passati e non sempre presi e lasciati andare.

Per chi non li ha vissuti, invece, quegli anni sono una ricchissima fonte di ispirazione. Per i musicisti le sonorità eighties sono una miniera d’oro a cui attingere, in cui intingere la propria musica per dargli un sapore più originale e ricercato.

A San Diego, come a Cosmo, và riconosciuto di aver intrapreso questa strada già da tempo, di aver avuto sempre un’attenzione particolare a quelle atmosfere, anche quando erano più rarefatte.

Se la strada scelta da Cosmo, porta verso il nord europa, verso i club di Berlino, quella scelta di San Diego è invece rivolta dritta dritta verso Rimini, Riccione e la riviera romagnola.

Si perchè “ù” sa di tramonti sul mare, di aperitivi in spiaggia e di discoteche estive.

Un’estate diversa

Con l’uscita primaverile di “ù”, San Diego sembrava aver perfezionato e riflettuto sul proprio tempismo. Un disco così è perfetto per l’estate e se con il suo precedente lavoro, “Disco”, fatto uscire in autunno, aveva mancato la stagione propizia, con “ù”la finestra temporale era quella giusta.

Quella che ci aspetta sarà un’estate diversa dal solito, tutta da scoprire, da capire. Alla fine, comunque sarà, “ù” riuscirà in ogni caso ad accompagnarla.

Perchè se il retrogusto anni 80 della sua vaporwave, con le sue deviazioni nella house anni ’90 potrà consolarci con il ricordo delle estate di ieri, i suoi testi ironici, brillanti, attuali, ci faranno sorridere del presente.

Il pregio principale dell’ultimo disco di San Diego sta infatti nel connubio di musica e parole. Un incontro che genera un disco leggero, fresco e disimpegnato ma non banale o superficiale. Lo sguardo di San Diego è di quelli penetranti ed analitici, di chi sa leggere la gente ed il momento. DI chi sa cogliere lo spirito delle cose e poi tradurlo in immagini ambigue e surreali.

Sì, comunque sarà l’estate che ci aspetta, “ù” merita di essere ascoltato e San Diego è un cantautore da tenere d’occhio, per continuare a seguire il suo sguardo.

Altre storie
Ink Noises: David Bowie – the stars look very different today