Giorgieness: ci sparano addosso, coprici le spalle

Giorgieness, dopo Maledetta ed Hollywoo, presenta il suo nuovo singolo “Successo”. Un brano che unisce pathos ed ironia attraverso le mille sfumature della voce di Giorgia. Una canzone per proteggerci dalle raffiche che “ci sparano addosso”.

Giorgieness: la pistola e lo scudo, il pugnale e la salvezza

Giorgieness è il grilletto e l’indice contratto che lo accarezza, la canna di una pistola che si trasforma in un tunnel degli orrori/errori.

Giorgieness è il proiettile che annulla le distanze e ingoia l’aria.

Giorgieness è il petto che si squassa ed il sangue che tinge l’asfalto, le costole che si frantumano, il respiro che non trova vie d’uscita.

Ma Giorgieness è anche lo scudo che ci protegge, la compagna che ci copre le spalle mentre siamo investiti da una bufera di raffiche.

Giorgieness – Foto di Giulia Bartolini

E attraverso le sue parole e le sue voci (sì, rigorosamente al plurale) Giorgieness ci racconta la violenza e l’ironia del “Successo”, ma anche l’ineluttabiltà sgomenta di ciò che è “successo”. Ed è proprio questa parola a due facce, come se fosse lo spettro di una radiografia, che dà il titolo al suo nuovo singolo.

Un brano che esordisce con una chitarra dura, quasi ’80 e che si trasforma in un labirinto di emozioni dilatate ed espanse. Giorgieness supera il confine tra musica, parole ed immagini attraverso gli splendidi scatti di Giulia Bartolini e si veste delll’ingenuità maliziosa di Lolita, assume il look scolaresco della prima Britney Spears e sfoggia la lucida follia di Harley Quinn.

Giorginess – Foto di Giulia Bartolini

Il brano ci trascina mano nella mano (così strette da non riuscire a riconoscersi più), in un turbine di visioni che spaziano da un immaginario quasi pulp ad un’ironia leggera e profonda. “Successo” esterna con ironia la ciclica frustrazione di chi, come me, vive e lavora nel mondo della musica, che ho scoperto non essere solo mio ma un sentimento condiviso che, ogni tanto, viene a bussare  alle  nostre  porte”. 

“Ci sparano addosso”

Domande che ci investono come valanghe. Nessuna risposta. Nessun segno. “Successo” si interroga e ci interroga, cerca di metterci di fronte a un muro da scavalcare, a un proiettile da schivare, ad un coltello da far cadere a terra. E lo fa con la rabbia di chi è consapevole che niente va come vorremmo, ma al tempo stesso con la coscienza che l’unica via di fuga è la ricerca intima di se stessi e dei propri limiti.

Ti sei mai chiesto se valesse il prezzo di quello che hai perso?
Alzarsi dal letto con un pugnale piantato nel petto.
Ti  sei mai chiesto se avesse più senso sentirsi diverso?

E nel momento in cui Giorgia canta “non mi diverto più” riesce a proiettarsi oltre alle cicatrici e ai proiettili, riesce a rispondere a queste domande senza rinunciare alla propria anima.

“Questa canzone racconta anche tanto altro: col tempo mi sono accorta che parla di così tante cose che sarebbe riduttivo dare una chiave di lettura unica. Altre dinamiche, fatti di cronaca, politica, storie di mille persone, di rapporti, di sogni. ”Successo” è semplicemente una fotografia di quello che ho attorno, quello che ho visto in questi ultimi anni, quello che accade nel mio mondo e oltre. Vorrei che fosse il manifesto di chi lavora con tenacia a testa alta, di quelli che non mollano mai nonostante le difficoltà”.

Una coscienza che consente di riconoscere nuovamente le proprie mani dopo averne strette altre migliaia, che permette di divertirsi nonostante le raffiche e le esplosioni, che va oltre il “successo” e supera ciò che è “successo”.

Sì, cara Giorgia, ci “sparano addosso”, ma ci sentiamo al sicuro fino a quando sarai tu a coprirci le spalle.

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